Dopo Melbourne domina Mercedes

Melbourne rivela i nuovi equilibri: Mercedes davanti, Ferrari seconda forza. Nella nuova Formula 1 è la gestione dell’energia a decidere, più della velocità pura
Dopo Melbourne domina Mercedes
© Getty Images

Giorgio FerroGiorgio Ferro

Pubblicato il 10 marzo 2026, 12:50

Questione di aiuti nei sorpassi e di software di gestione che sono il nuovo poderoso strumento per movimentare le gare e che, di conseguenza, saranno sicuramente oggetto di costanti sviluppi gara per gara. Certo, anche il DRS aiutava chi inseguiva, ma era un jolly che non prevedeva il pagamento del conto pochi metri dopo. Il boost concesso dalle nuove regole è invece un aiuto temporaneo che, come rovescio della medaglia, va a penalizzare pesantemente il settore di pista successivo al sorpasso. Dove, appunto, la F1 si trasforma in un’utilitaria elettrica che con le sue prestazioni imbarazzanti non può certo difendersi con dignità dagli attacchi.

Le statistiche dicono che i sorpassi in gara sono stati 120. Contro i 45 del Gp di Melbourne di un anno fa e contro i 35 che hanno mediamente punteggiato i Gp degli ultimi anni. Un’impennata statisticamente imponente che qualcuno ha entusiasticamente scambiato per “spettacolo”. Premesso che – come avevamo scritto qualche settimana fa su queste pagine – è abbastanza discutibile associare le emozioni in gara col numero di sorpassi, riteniamo che nel caso specifico di domenica scorsa sia più corretto parlare di confusione, conseguente al fatto che i piloti si sono trovati a guidare una vettura diversa settore per settore. Infatti, per onestà intellettuale, sarebbe forse più opportuno chiamarli “scambi di posizione”, piuttosto che sorpassi… Tant’è vero che poi, alla fine, chi si è mostrato più competitivo, si è tolto di dosso lo sciame di avversari ed è stato davanti a tutti con agilità.

Comunque, non c’è molto da fare. Dovremo convivere per tutta la stagione con questo scenario e questi rapporti di forza “variabili” nell’ambito del giro stesso. Un campionato in cui il software prevarrà sull’hardware, inglobando in quest’ultimo anche il talento del pilota. Pertanto, facciamocene una ragione e vediamo se ci sono aspetti positivi.

Commentiamo allora che cosa ci ha raccontato il cronometro. Ha evidenziato un chiaro predominio Mercedes, come era d’altra parte atteso, non certo solo per la scia delle illazioni su presunte ruberie sulle quali ci siamo già espressi qualche settimana fa su queste pagine. Evitando di ripetere che a nostro parere chi riesce ad interpretare meglio le regole introducendo qualche trovata geniale non va accusato di ladrocinio ma piuttosto applaudito per acclarata superiorità, ci sembra corretto notare che quando c’è un grosso ribaltamento regolamentare che riguarda i motopropulsori, in Mercedes prendono il volo. Era già successo nel 2014 con l’esordio dei motori ibridi e, forse non è un caso che si sia ripetuto anche quest’anno. Come se da quelle parti le competenze su quel tema fossero di un livello superiore alla concorrenza… 

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