Dopo Melbourne domina Mercedes

Melbourne rivela i nuovi equilibri: Mercedes davanti, Ferrari seconda forza. Nella nuova Formula 1 è la gestione dell’energia a decidere, più della velocità pura
Dopo Melbourne domina Mercedes
© Getty Images

Giorgio FerroGiorgio Ferro

Pubblicato il 10 marzo 2026, 12:50

Il gap delle Mercedes rispetto ai competitors è stato infatti sontuoso in qualifica. Otto decimi su Hadjar e le Ferrari, roba da far svanire qualsiasi sentimento. Poi in gara, è abbastanza evidente che Russell ed Antonelli abbiano furbescamente gestito un tranquillo margine di vantaggio senza dover spremere tutto il potenziale della loro W17. Soprattutto senza mostrare una superiorità umiliante. Ci sono infatti due elementi che ci portano a questa osservazione.

In primis, la breve ma efficace serie di tempi fatti registrare da Russell dopo il pit stop anticipato che – mediamente a colpi di 7-8 decimi al giro – gli ha fatto mettere in cascina dopo poche tornate un margine di una quindicina di secondi sulle Rosse che ha poi gestito in serenità fino alla fine. E poi la rapidità con la quale Antonelli si è tolto dalla mischia in cui era rimasto impelagato avendo avuto in partenza un problema di carica delle batterie. Tra l’altro, è degno di nota che Kimi abbia fatto registrare il miglior tempo della gara al penultimo giro con gomme che avevano percorso 44 giri…

Dietro le Mercedes, le due Ferrari si sono rivelate come la seconda forza. Se avessero sfruttato l’opportunità strategica di copiare – almeno con Hamilton – i pit stop delle Mercedes, si sarebbero probabilmente avvicinate ai primi due, ma non sappiamo se e quanto li avrebbero messi eventualmente in ansia. È comunque da sottolineare come Hamilton sia stato il più veloce nell’ultimo terzo di gara, guadagnando un paio di decimi al giro sul proprio compagno di squadra, a piacevole dimostrazione che la SF-26 non è più quel toro meccanico imbizzarrito che aveva mandato in depressione il povero Lewis.

Il fatto che solo sei vetture siano arrivate al traguardo a pieni giri ci dice chiaramente che ci sono molti team in ritardo di prestazioni (esattamente come all’esordio dell’altra rivoluzione tecnica del 2014) e che abbiamo decisamente voltato pagina rispetto alla scorsa stagione in cui il ranking era molto più compatto. Dietro le due Rosse, Norris e Verstappen sono tra l’altro arrivati a quasi un minuto da Russell. Un’enormità. Con la differenza che Max era partito dal fondo e Norris in terza fila. Quindi se la Red Bull si può considerare prestazionalmente ad un ottimo livello, non altrettanto positivo è il giudizio che possiamo dare oggi sui Campioni del Mondo della McLaren, perdipiù con una power-unit Mercedes. Il che ci dice anche che certi sviluppi di software di gestione dell’energia la Mercedes se li è tenuti per sé…

Detto questo, il Gp di Shanghai è alle porte ed abbiamo subito l’opportunità di verificare se è confermato lo scenario che l’Albert Park ci ha mostrato. Difficile ipotizzare grossi cambiamenti…

(3/3).

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