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6 Ore Imola, venerdì, diario di bordo: che cominci il WEC(kend)!

Pubblicato il 17 aprile 2026, 17:55
Passeggi per il paddock e ti imbatti in Wolfgang Ullrich, grande capo Audi dei tempi d'oro. Prosegui ancora e inciampi in Frédéric Vasseur, attuale team principal della Ferrari in Formula 1. "E' appena passato Jacky Ickx", dice qualcuno: ti distrai un attimo a guardare i motorhome e ti perdi una leggenda che passa il tempo a firmare autografi. Poi arrivi in fondo alla via, all'ora di pranzo, e ci sono tre Peugeot 908 pronte a ruggire, prima di scendere in pista per una mezz'ora di divertimento per chi ha avuto la fortuna ed il buon gusto di averla comprata.
Aspettando un nuovo acuto Ferrari
E' venerdì, ma sembra domenica. Il sole bacia Imola e la gente ringrazia, riversandosi su un Santerno che da tempo non era così pieno nel paddock per una sessione di libere dell'Endurance. Alle 8 e mezzo del mattino, cioè quasi due ore prima della prima sessione di prove, lungo le vie c'è già la fila di persone per entrare in Autodromo: i più vestono di rosso, ma a colpire è la passione trasversale sia nel tifo (c'è gente che veste l'arancione McLaren, il blu storico Peugeot, chi si "imbuca" e veste Red Bull, chi mostra orgoglioso un originalissimo, unico ed inimitabile tatuaggio sull'avambraccio della Tyrrell P34, quella a sei ruote, riprodotta sotto forma di schizzo sul tavolo da disegno) che nell'età, perché ci sono appassionati vecchi e nuovi, attempati e bambini che osservano, chiedono, ammirano. E' solo venerdì ma c'è voglia di WEC, c'è voglia di scoprire se questa Ferrari che l'anno scorso ha fatto man bassa di titoli e Le Mans può ancora regalare una gioia, un sussulto d'orgoglio ad un popolo rosso che da mezzo secolo non viveva gioie del genere. Antonello Coletta, nei primi incontri stagionali con la stampa in un weekend di gara, parla di "responsabilità" per le circa 90 mila persone che sono attese sul Santerno nel fine settimana, numeri da urlo. Non si sente favorito Antonello, non ci tiene nemmeno ad esserlo: "Perché con le nuove omologazioni si riparte da zero", dice, e perché "non siamo qui a ripeterci che siamo i campioni del mondo in carica". Quello che devono fare, che deve fare la Ferrari, è quello di tenere a mente, come dice il suo capo, "che non si finisce mai d'imparare", e che tutti devono tenere alto, altissimo il livello d'attenzione.
Come ripartirà la Ferrari?
Scendendo nel tecnico, la Rossa è guardinga: non ha potuto provare le nuove gomme Michelin come avrebbe voluto, perché i test in Bahrain sono saltati per causa di forza maggiore ed il test organizzato in fretta e furia ad Imola, causa condizioni precarie, non è probabilmente stato esaustivo come a Maranello avrebbero voluto. C'è chi, correndo in IMSA, di queste gomme ha maggior conoscenza e dunque un vantaggio; c'è chi, come dice Cannizzo, come Toyota ha investito tanto sulla nuova vettura, al punto di metterli addirittura come ipotetici favoriti. La Rossa invece punta ancora su una 499P rodata, modificata il giusto per rientrare nella nuova omologazione, ma ancora vicina alla sé stessa di fine 2025 per i concetti di base. Pier Guidi, in mattinata, ha fatto sapere che le prime uscite sono state positive: "Nessun cambiamento sostanziale", dice. Buono così, per i tanti che si augurano di riscoprire, domenica, una Ferrari nuovamente vincente.
La risposta della passione
Prima ci sarà da passare dalla qualifica, "fondamentale" secondo Molina per via della complessità di Imola a livello di traffico e sorpassi. Ci sarà da passare su una schiera di avversari che sembra rinvigorita, come conferma il primo venerdì dell'anno: in 15 su 17 sono ad un secondo e le ultime due sono, senza sorpresa, le due Genesis, debuttanti e bisognose di mettere su chilometri. E' un WEC che si apre dunque con parecchie domande, ma con la certezza di aver fatto breccia negli appassionati. Perché è un paddock che si riempie in fretta quello di Imola, per numeri che per essere solo un venerdì fanno già sorridere. E' un Mondiale che parte dall'Italia, a casa nostra, luogo di buon cibo e motori da sempre. Nel fine settimana che si è aperto con le inevitabili polemiche dovute all'oscuramento del BoP, il WEC dà tutta la sensazione di essere un aereo pronto al decollo, destinazione popolarità crescente: attenzione a non spegnere i motori prima della manovra di decollo completata, perché sarebbe davvero un gran peccato disperdere numeri, interesse e passione per una categoria che, il venerdì di Imola lo ha dimostrato, può occupare un posto nel cuore di tanti.
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