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Coletta, vigilia da campioni: "I risultati non arrivano per caso, ma il difficile è restare lì"

Pubblicato il 17 aprile 2026, 16:12
Sono passati esattamente 160 giorni, da quando la Ferrari ha portato a casa il Mondiale Endurance. Nel mezzo c'è stato un momento per ricordarsi di aver scritto la storia, un calendario riprogrammato e, ovviamente, tanto lavoro per far sì che lo straordinario 2025 non resti un caso isolato. Se così non fosse non sarebbe la Ferrari, quella per cui "la vittoria più bella è sempre la prossima". Non sarebbe la Ferrari di Antonello Coletta, emozionato sì dal fatto di ripartire da campione in carica, ma non per questo già sazio.
Una vigilia da campioni
Il WEC 2026 non è esattamente un concentrato di novità, ma certe cose sono cambiate, o meglio possono essere cambiate: perché le nuove omologazioni, pur non rivoluzionando i progetti, li hanno comunque cambiati e allora tocca vedere come andranno le cose. Il 2025, lo straordinario 2025, è già storia consegnata agli annali, il compimento di un triennio fatto di sudore e soddisfazioni, come ha raccontato bene Coletta nell'incontro con i media nel venerdì di Imola: "E' una enorme soddisfazione essere qui dopo tre stagioni e partire per la quarta dopo aver disputato la miglior stagione della Ferrari nell'Endurance, oserei dire di tutti i tempi: questo perché semplicemente i titoli di oggi, come il titolo Piloti, non c'erano, e noi siamo riusciti a vincerli tutti. Prima c'era solo il titolo Marche, e non dico certamente che all'epoca la Ferrari non avrebbe potuto vincere il Piloti, ma non c'era per cui non aveva mai potuto vincerlo. Oggi invece c'è ed è un privilegio poter combattere per vincerlo e averlo vinto. Abbiamo vinto tre volte Le Mans, abbiamo vinto tra i team privati e ovviamente il Costruttori. E' evidente che quando siamo tornati in classe regina lo abbiamo fatto con la voglia di fare bene e poi di vincere, è il minimo comune denominatore che deve esserci dietro ad ogni scelta di Ferrari. La Ferrari come si dice è obbligata a vincere, e noi che abbiamo il privilegio di lavorare per la Ferrari dobbiamo fare il possibile affinché questo accada".
I risultati non sono mai casuali
Ma allora, dopo un titolo Costruttori, un titolo Piloti, un titolo Team Privati, Le Mans ed i tre equipaggi ai primi tre posti della classifica, come si fa ad avere ancora fame? Proprio come era accaduto dopo la prima Le Mans di questo ciclo, arrivata al primo colpo nel 2023: continuare a spingere, nonostante il successo. Il mantra di Coletta, in fondo, non è difficile: "Dalla prima Le Mans nel 2023 abbiamo spinto, non ci siamo accontentati. Abbiamo commesso degli errori, abbiamo capito cosa avevamo sbagliato, abbiamo cercato di modificare metodi e processi, perché poi quando i risultati arrivano penso che non arrivino mai per caso, ma arrivano perché abbiamo messo su un sistema che genera attività ben fatte e ben processate, e ripeto, con metodo, perché secondo me la base di tutto è il metodo. Poi ci vogliono le conoscenze, il talento di chi guida e tutto il resto che funziona. Noi abbiamo lavorato duramente, quando alla fine del 2024 abbiamo capito come interpretare le gomme, il quale era stato un nostro tallone d'Achille in precedenza, poi nel 2025 siamo partiti alla grande e oggi siamo qui a dirci che cominciamo la stagione da campione del mondo."
Si riparte da zero
Dopo certi risultati, è normale che l'opinione pubblica e la concorrenza ti indichi come i favoriti. Coletta non ci fa caso, senza nascondersi anche facendosi scivolare addosso l'etichetta di "favoriti": "Potremmo essere i favoriti perché abbiamo vinto la stagione precedente, poi non lo so ed è difficile da dire, anche perché noi siamo convinti che questa sia un po' una ripartenza da zero, con tutte le vetture omologate. Non sappiamo quali siano i valori in campo, ed abbiamo un grande rispetto per la concorrenza. Non siamo qui a dire che siamo i migliori in quanto campioni del mondo, perché ora si ricomincia: per cui testa bassa e via, cercando di far bene. Partire da campioni fa piacere e dà orgoglio a chiunque faccia parte di questa squadra".
Dunque, è chiaro anche quale sia il prossimo step: "Cercare di rimanere dove siamo arrivati. Difficilissimo vincere, ma ancora più difficile rimanere lì, mantenendo alto il livello di concentrazione. Dobbiamo mantenere i piedi per terra e capire che si può ancora imparare da ogni giorno, perché non si finisce mai d'imparare. E' la cosa che probabilmente è la più difficile da fare. Tutti nella propria area di competenza, a cominciare da me, dobbiamo essere bravi a mantenere alta l'attenzione e questo non è un esercizio semplicissimo. Però è quello che dobbiamo fare, meglio avere questo problema che quello di non riuscire a vincere".
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