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GP Giappone, la McLaren riparte. Occhio alla MCL40 a Miami

Pubblicato il 31 marzo 2026, 13:50 (Aggiornato il 31 marzo 2026, 12:03)
Erano sorpresi anche loro. Del passo che hanno avuto, di condurre la gara per così tanti giri, di aver anche solamente pensato di poterlo vincere, questo Gran Premio del Giappone. Sono passate solamente due settimane, ma sembra già passata una vita per la McLaren: a Shanghai nessuna delle due MCL40 è partita, a Suzuka è arrivato il primo podio ed il primo squillo di una stagione che è ancora solamente agli inizi.
McLaren migliora nell'utilizzo della PU
Ci sono delle ragioni, se la McLaren è riuscita ad essere protagonista in terra nipponica. La prima, è che la squadra ha approfondito la conoscenza del pacchetto, segnatamente quello relativo alla power unit: è come se di sessione in sessione scrivesse il suo libretto delle istruzioni, fianco a fianco con una Mercedes obbligata per regolamento a fornire lo stesso materiale ed a rispondere ad eventuali domande di Woking, ma non ad indicare lei stessa, tramite suggerimento, la migliore modalità di utilizzo del motore. Non è dunque questione di hardware, ma di software: più passa il tempo, più in McLaren stanno imparando a comprendere la power unit di Brixworth, e di conseguenza a sfruttarla al meglio. Già tra Australia e Cina si era visto un netto passo in avanti nell'utilizzo della PU Mercedes (distacco già molto ridotto sul dritto), ed in Giappone questo apprendimento è proseguito anche grazie ad una McLaren che, comunque, ha cercato una strada differente a livello di distribuzione energetica: ricordiamo che il cambio la McLaren se lo fa in casa, ed anche se può sorprendere questo rende impossibile replicare in tutto e per tutto le modalità di utilizzo del motore nella stessa identica maniera in cui lo fa la Mercedes. Oggi, si ricarica anche utilizzando in un certo modo i giri motore, per cui è naturale che a Woking cerchino di massimizzare il propulsore seguendo una strada propria.
L'assenza di graining un aiuto
A Suzuka poi c'è stato anche altro che ha aiutato la McLaren, ed è stata una corsa tendenzialmente priva di degrado e graining. Quest'ultimo era un fattore che preoccupava, alla vigilia dell'appuntamento giapponese: la MCL40 soffre molto il graining anteriore e sull'asfalto rifatto di Suzuka questo era un problema che sarebbe potuto emergere. Invece, graining se n'è visto molto poco nel corso del weekend e questo ha indubbiamente aiutato la MCL40 a tirare fuori il meglio di sé. La vettura inglese ha già cominciato la cura dimagrante (ha cominciato i test in sovrappeso) e manca ancora di carico aerodinamico, tuttavia anche il pacchetto tra aerodinamica e meccanica è stato ottimizzato, aiutando un ispiratissimo Piastri a cominciare bene la sua stagione: dopo due non partenze, si può dire che il campionato di Oscar sia cominciato in Giappone. Qualche difficoltà in più invece per Norris, che ha pagato tanti guai di affidabilità nel corso delle libere che gli sono costati tempo prezioso per migliorare il feeling e trovare prestazione.
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