Antonelli-Russell, resa dei conti: numeri, dominio e una F1 che divide

Dopo tre Gp su tre circuiti con caratteristiche diverse, dopo che i team hanno compreso un po’ di più le proprie vetture, abbiamo le idee un po’ più chiare. Questa nuova F1 non ci piace
Antonelli-Russell, resa dei conti: numeri, dominio e una F1 che divide
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Giorgio FerroGiorgio Ferro

Pubblicato il 31 marzo 2026, 12:59 (Aggiornato il 31 marzo 2026, 11:12)

3, 16 e 13. Questi sono i numeri estratti da Kimi Antonelli a Suzuka sulla ruota di Russell. Tre decimi inflitti in qualifica, una prima scampanellata stordente. Sedici secondi, il gap che ha subito l’inglese in gara, finito fuori dal podio senza mai potersela giocare. Tredici i punti mondiali raccolti in più da Antonelli che ora lo portano a guidare la Classifica Piloti. Certo, il campionato è ancora molto lungo, ma un due su tre così imponente dà informazioni molto nette. Ed emozioni palpitanti.

Il tempismo aiuta, ma il passo di Kimi è da fuoriclasse

Quando è entrata in pista la Safety Car a seguito dell’incidente di Bearman, Kimi si è trovato nella posizione giusta al momento giusto. Lui e non George. Nel motorsport capita. Abbiamo sentito nominare la fortuna, ma di cosa stiamo parlando? Il passo gara tenuto da Kimi dopo l’uscita della safety car – a pari pneumatici hard come tutti gli altri – è stato assolutamente impressionante. Mezzo secondo al giro mediamente e costantemente più veloce di tutti gli altri. Frutto di una vettura splendidamente bilanciata e di un software di gestione dell’energia che gli altri, per il momento, si sognano. Però, mettere insieme ventisei giri così significa una lucidità ed una consistenza – lasciatecela chiamare “computerizzata” – che gli altri non hanno mostrato. Forse perché non si sono ancora abituati a questa “Formula Ingegneri”, o forse perché dalle parti di Bologna è scesa qualche goccia di talento in più…

Comunque, a proposito di Antonelli, non cambiamo idea. Fin dall’anno scorso, abbiamo sempre detto “step by step” e continuiamo anche oggi. Certo è che – come abbiamo scritto nell’ultimo debriefing – la coppia Mercedes sta per scoppiare. La lunga (e perfetta gestionalmente) chiacchierata con Toto Wolff a fine gara, postata da Mercedes sui social, ha mostrato un Russell già molto vicino ad una crisi di nervi. Vedremo. Peccato per questa lunga pausa dovuta alla cancellazione dei due Gp nei Paesi Arabi. Sarebbe stato intrigante vedere se Kimi avrebbe sfruttato il “momentum”, come lo definiscono gli inglesi, per dare un’ulteriore spallata al compagno di squadra. E se George si sarebbe orgogliosamente ripreso o sarebbe piuttosto caduto definitivamente nel buco… Aspetteremo.

McLaren rialza la testa, Ferrari tra alti e dubbi tecnici

Detto dei leader, cos’altro ci ha detto il Gp di Suzuka? Innanzi tutto, ci ha detto che “McLaren is back”. Sicuramente la debacle di Shanghai è servita per chiarire bene i rapporti di partnership con Mercedes, tra l’altro senza alzare troppo la voce. Poi è altrettanto chiaro che a Woking hanno iniziato a capirci di più sul come gestire questa benedetta energia durante il giro. Perché da quelle parti sono bravi, come ampiamente dimostrato nelle ultime due annate. I risultati si sono visti soprattutto con Piastri, proiettato sul podio – seppure a debita distanza da Antonelli – ma con una performance molto consistente.

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