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Russell, il nemico è in casa: ora serve il contrattacco

Pubblicato il 31 marzo 2026, 09:08 (Aggiornato il 31 marzo 2026, 11:13)
Sembrava stralunato, con i suoi occhioni blu che denunciavano un naturale e logico malcontento. Proprio come a Shanghai, nemmeno al GP Giappone la sorte è stata amica di George Russell: la safety car è entrata un attimo dopo la sua sosta e questo ha complicato la sua domenica. Ma è sulla differenza di passo nel primo stint in gara con Antonelli, nonché sulla sconfitta in qualifica, che l'inglese della Mercedes deve interrogarsi per far partire il contrattacco al compagno di squadra.
Antonelli ha accresciuto la sua considerazione
Facendo metafore con altri campi dello sport, Russell in questo momento è come un pugile che dopo un primo round dominato in scioltezza, nel secondo e terzo si è riscoperto fragile, prendendo due sberle in faccia e ritrovandosi inaspettatamente indietro ai punti. Non sono stati colpi da ko, ci mancherebbe: tuttavia, è lecito pensare che dopo Suzuka George Russell abbia perso parte di quelle certezze che lo avevano accompagnato almeno fino al sabato mattina di Shanghai. L'autostima, c'è da scommetterci, non è intaccata; piuttosto, è il rispetto verso Antonelli ad essere cresciuto e, soprattutto, il credito e la considerazione di George verso il giovane compagno di squadra.
Non fortunato, ma nemmeno veloce
Senza il guai in Q3 in Cina, con un tempismo diverso delle safety car di Shanghai e Suzuka, magari staremmo parlando d'altro, e forse pure di una classifica diversa. Ma George, se vuole reagire, non ha bisogno d'alibi, bensì di una presa di coscienza che Andrea Kimi probabilmente si è sbloccato con la vittoria in Cina ed ha trovato autostima, fiducia e forse pure ulteriore velocità, libero dal blocco mentale di una prima vittoria da conquistare.
A Suzuka il bolognese aveva la W17 in mano meglio di lui (George ha lamentato un leggero sovrasterzo e non era efficace in trazione): il piccolo cambio d'assetto prima delle qualifiche è figlio di una FP3 in cui George aveva già intuito la superiorità di Andrea Kimi in quel momento del weekend. Ci ha provato ed è andata male: ed al di là della sfortuna, deve far riflettere il fatto che Antonelli lo abbia battuto senza appello in qualifica (più bravo anche nella migliore della batteria, nonché più in fiducia in frenata tra tornantino e ultima chicane) e soprattutto che ne avesse di più in gara, come si è visto bene nei momenti conclusivi del primo stint, prima della sosta di George.
Russell ha sei stagioni di esperienza in più rispetto ad Antonelli, ed è un vantaggio da sfruttare soprattutto in gara, quando l'esperienza conta di più nella lettura della corsa. Invece, George ha sbagliato anche lì: la brutta ripartenza dopo la safety car lo ha fatto finire in bocca alle due Ferrari, che lottando hanno complicato ancora di più la sua situazione.
Mondiale tutto da scrivere
Niente di irreparabile, ovviamente: 9 punti non sono niente in un mondiale appena cominciato. Tuttavia, da parte di Antonelli sono arrivati segnali che Russell non dovrà sottovalutare: forse dovrà sudare molto più del previsto, e per certi versi per Andrea Kimi questa è già una vittoria. Il tutto in attesa di un mondiale lunghissimo, che dirà molto soprattutto nella parte centrale, la stessa in cui il bolognese l'anno scorso andò in difficoltà. Quest'anno, certi lussi non potrà permetterseli nessuno.
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