Antonelli, vittoria da campione: il tricolore sventola a Suzuka e in classifica

L'Italia torna a vincere a Suzuka e soprattutto torna in cima alla classifica iridata dopo 21 anni: merito di un Andrea Kimi Antonelli in formato campione
Antonelli, vittoria da campione: il tricolore sventola a Suzuka e in classifica
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 29 marzo 2026, 09:12

Chissà che sensazione può dare, risvegliarsi una mattina e guardare tutti dall'alto. Andrea Kimi Antonelli lo scoprirà domattina, in un lunedì che per lui sarà dolce come non mai: perché dopo il Gran Premio del Giappone, è lui il nuovo leader del mondiale.

Da Giancarlo ad Andrea Kimi

C'è stata la componente fortuna, quella che lo ha rimesso davanti dopo una partenza horror, non la prima del genere della sua stagione. Ma la fortuna aiuta gli audaci, e Andrea Kimi audace lo è: anche per il modo in cui ha continuato a spingere, a martellare una volta ripresa la testa della corsa. Fortunoso è stato il tempismo della safety car, di certo non il suo ritmo inavvicinabile per tutti: nemmeno Russell, nei giri poco prima del suo pit-stop, riusciva a tenere il passo di un Antonelli che da dietro stava rientrando a suon di decimi mangiati giro dopo giro. La safety car è stata un regalo inatteso, non lo è invece la testa di una classifica che torna a parlare italiano: l'ultimo a riuscirci era stato Giancarlo Fisichella, che si era ritrovato leader dopo la vittoria di Melbourne 2005, primo round di quella stagione.

Hat trick a Suzuka: roba da campioni

Andrea Kimi Antonelli, come per tante altre statistiche, quel giorno di Melbourne 2005 non era ancora nato. Oggi invece è un ragazzo fatto e finito, giovanissimo nei suoi 19 anni (saranno 20 ad agosto), ma che sembra già correre con la maturità del veterano ed il ritmo del campione: fortuna o meno, il suo secondo stint è stato uno spettacolo a livello di ritmo, martellante e ineluttabile per la velocità con cui metteva margine tra sé e gli avversari giro dopo giro. Certo, la W17 è un missile che deve molto ad una power unit superlativa: ma anche Russell, pur avendo lo stesso mezzo, a Suzuka, pista iconica e rappresentativa, non riusciva a stare sui tempi del bolognese. Non solo in gara, ma anche in qualifica, in un weekend che Antonelli ha costruito con applicazione e metodo, affinandosi nel corso delle libere ed arrivando in qualifica già in formato pigliatutto. Lo certifica anche il secondo hat trick consecutivo, ovvero pole position, vittoria e giro veloce: farlo a Suzuka è roba da campioni.

Il sogno si fa più concreto

Ora delle settimane di pausa che serviranno per realizzare, in cui sarà fondamentale non abbassare la tensione e tenere alto il livello di guardia, perché è un attimo farsi travolgere dall'entusiasmo contagiante che arriverà, inevitabile, come uno tsunami mediatico. In questa F1 che tanto ha da interrogarsi, tra piloti che rallentano in qualifica e cali di velocità inattesi e pericolosi, c'è comunque la storia di un Andrea Kimi Antonelli che oggi sogna, ancora più che in Cina.

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