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GP Giappone: le pagelle

Pubblicato il 30 marzo 2026, 09:27
Andrea Kimi Antonelli: 10
Ha vinto nel teatro dei grandi, roba che dà più gusto che vincere in Cina: perché a Suzuka hanno scritto pennellate di storia Senna, Schumi e Verstappen, giusto per dirne tre divenuti miti nel Sol Levante. Si era complicato la vita al via (ha sbagliato lui ad armeggiare con la frizione), poi la safety car gli ha restituito quello che si era tolto da solo: ma non c’è dubbio che fosse il più veloce in Giappone, come si era già visto nei pochi giri prima della sosta di Russell, quando mangiava a George decimi su decimi a giro. Dal 2005 l’Italia non era in testa al mondiale (Fisichella), dal 1992 non vinceva a Suzuka (Patrese), dal 1953 non portava a casa due gare di fila (Ascari), dal 1952 il tricolore non metteva a segno due hat trick consecutivi (ancora Ascari): basta?

Oscar Piastri: 9
Se vi sembra un voto alto, alzi la mano chi pensava che dopo la gara saremmo stati qui, a chiederci se senza il tempismo errato (per lui) della safety car avrebbe avuto una chance di vincere il GP. Utopia solo pensarlo anche appena 24 ore prima, ma a rendere lecita la domanda sono quei 18 giri in cui aveva tenuto il comando davanti a Russell, restituendo subito a George un sorpasso subìto. E ricordiamo che per lui si trattava dei primi giri in assoluto in gara nel 2026: aveva da scoprire l’effetto “funghetto” di Mario Kart, come ha ironicamente fatto notare nel dopo gara. Votone meritato, insomma.

Charles Leclerc: 9
Se in un weekend con una macchina da terza forza sali sul podio, o sei stato fortunato oppure hai fatto una gran gara. La seconda, per lui: la safety car non lo penalizza troppo ma nemmeno lo aiuta, perché è lui ad aiutarsi sul serio con una condotta nei corpo a corpo degna di nota. Superlativa la risposta a Russell all’esterno della prima curva, una riedizione del sorpasso avvenuto nel 2023, a conferma della stoffa che ha: il problema è che siamo nuovamente qui a chiederci se e quanto riuscirà a supportarlo una Ferrari in Giappone finita, prestazionalmente parlando, dietro alla McLaren.
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