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GP Giappone: le pagelle

Pubblicato il 30 marzo 2026, 09:27
Pierre Gasly: 8
Un 7° posto che ha valore, non solo perché tiene dietro per tutta la gara Verstappen: il motore lo aiuta ma anche lui è sostanzialmente perfetto nel confronto con l’ex compagno di squadra. Il piazzamento però ha valore soprattutto perché, nei curvoni di Suzuka, la A526 rischiava di soffrire la spiacevole tendenza sottosterzante nei tratti veloci: Colapinto scompare, non lui che dimostra di essere un pilota solidissimo.

George Russell: 7
Più stralunato che a Shanghai: non si può dire che la sorte gli stia volendo bene, ma sin dalle libere 3 si era visto che non fosse a suo agio con la W17 come Antonelli. L’ultimo ritocco sul set-up prima delle qualifiche non paga (accenni di un leggero sovrasterzo) e infatti Andrea Kimi è più veloce sia sul giro secco che sul passo, come dimostra nei pochi passaggi prima della sua sosta (chiesta, va sottolineato, da lui, quando dice via radio che restare in pista significa perdere del tempo). Pasticcia un po’ anche con la batteria, sia in qualifica che nella ripartenza, e infatti viene passato dalle Ferrari perdendo altro tempo prezioso.
Lewis Hamilton: 6,5
Ondivago nelle dichiarazioni lo è sempre un po’ stato, in base all’umore: dopo la Cina diceva di divertirsi, dopo il Giappone non si spiega come mai, in questa F1, anche se esegui alla lettera le istruzioni di utilizzo della batteria rischi di non avere la spinta necessaria. Aveva la PU non al 100%? Se lo chiede, tanto che a fine gara non fa altro che sottolineare il deficit che pagava sul dritto. Auspica interventi sul motore per Miami, ma in Florida si potrà lavorare solo con il software: per interventi più profondi occorre attendere la prima finestra dell’ADUO.

Max Verstappen: 6,5
La prende con più filosofia di quanto si pensi: quando Gasly lo ripassa, fa “ciao ciao” con la mano. In un weekend cominciato con lo spiacevole episodio in conferenza stampa (ha fatto cacciare un giornalista inglese: ma se avete seguito la vicenda, pur essendo stato brutale nei modi non aveva tutti i torti), conferma di non sentirsi a suo agio in questa F1 in cui, al di là dei guai Red Bull (grosso punto interrogativo sul nuovo pacchetto, a disposizione solo per lui), dice di non divertirsi affatto a livello di pura guida. Dopo quattro anni da re a Suzuka, un’eliminazione in Q2 ed un 8° posto. Se pensa ad uno stop non è perché non vince, ma perché proprio non si diverte a guidare queste macchine.
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