Mercedes, giù la maschera: in Australia si misura la forza della W17

Wolff resta abbottonato sulla competitività del progetto: il potenziale c'è, come gli aspetti ancora da migliorare. 
Mercedes, giù la maschera: in Australia si misura la forza della W17
© Getty Images

F.P.F.P.

Pubblicato il 4 marzo 2026, 09:44

Archiviati i test, omologate le specifiche definitive delle power unit, in Australia da venerdì avremo un primissimo indicatore dei rapporti di forza tra i primi quattro team in griglia. Mercedes è indicata come la favorita e avremo la prima misura di quanto la power unit delle intuizioni furbe - vedi il tema del rapporto di compressione - avrà costruito un vantaggio sui rivali. Mercedes-Ferrari davanti a tutti, a sentire le previsioni che hanno accompagnato da Sakhir a Melbourne, con rotte non esattamente lineari, alla luce dei venti di guerra che soffiano nell’area del Golfo Persico.

 

 

Le incognite sulle gare in Medio Oriente

“Considerata la situazione attuale in Medio Oriente, sembra banale parlare di sport”, ha commentato Toto Wolff. “Seguiamo con preoccupazione gli sviluppi nella regione e speriamo che la protezione della vita dei civili rimanga una priorità assoluta. Il test sugli pneumatici previsto in Bahrain ha coinvolto diversi membri del nostro team, che fortunatamente sono riusciti a lasciare il Paese in sicurezza. Con una situazione così grave in corso, sarebbe inutile parlare del possibile ulteriore impatto sulla F1 nelle prossime settimane; sappiamo che la FIA e la F1 continueranno a monitorare gli eventi e a prendere le decisioni necessarie e corrette quando necessario”. Nelle prossime settimane capiremo se anche per la F1 ci sarà l’impatto registrato sul WEC.

Melbourne darà una fotografia parziale

Con i fatti del mondo sullo sfondo, la bolla del campionato deve fornire risposte agli appassionati. Rischiano d’essere pesanti, perché esporranno i limiti dell’attuale regolamento, le risposte sulla gestione dell’energia in gara. Non poteva esserci circuito peggiore dell’Albert Park sul quale esordire. “Ci vorranno alcune gare prima che si definisca l’ordine dei valori. L’Albert Park è un circuito magro per l’energia, quindi l'impiego e la strategia avranno un ruolo significativo. Le nuove regole aggiungono un ulteriore livello di complessità e ridisegneranno le dinamiche in campo man mano che i team si adatteranno.

 

 

Siamo all'inizio di una nuova era per questo sport, ricca di opportunità e costruita su una posizione di forza. Finora se ne è parlato molto, ma ora possiamo smettere di discutere e passare alle gare. Vediamo come si delineerà il quadro iniziale”, ha continuato Wolff.

Gli interrogativi dai test

Mercedes che in Bahrain ha sofferto alcuni contrattempi di affidabilità sulla power unit, “utili” a mettere alla prova i limiti della specifica omologata il primo marzo e portata in Australia. È un Wolff che non nasconde l’avvio positivo del team e prova a contenere le aspettative: “I test sono ormai alle spalle, ci hanno offerto qualche spunto ma, come sempre, hanno sollevato molte più domande che dato risposte. Abbiamo individuato segnali incoraggianti e diversi aspetti che devono ancora essere migliorati. È nella natura di questo sport: ogni punto debole è un'opportunità da cogliere. La W17 ha del potenziale, ma il cronometro non mente mai. Melbourne ci darà la prima indicazione reale della nostra posizione: è intrigante e al contempo richiede umiltà”.

 

 

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