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GP Australia, l'anteprima: l'ora della verità

Pubblicato il 4 marzo 2026, 08:43
Adesso non si scherza più. Basta ai dubbi, alle incertezze, ai test condotti un po' sperimentando e un po' giocando a nascondino. Perché non è più il tempo per nascondersi, quello che ci accompagna all'Australia. Semplicemente, è giunta l'ora della verità.
Tanta voglia di capire
Sarà un gran premio che, comunque andrà, segnerà un nuovo inizio. Un nuovo inizio voluto dalle regole e segnato da queste macchine, questi motori che sono cambiati e sono pronti a prendersi la scena. C'è voglia di scoprire, c'è voglia di capire: capire come sarà, nei fatti, questa F1 2026 ancora parecchio enigmatica, non solo nei rapporti di forza in pista. Enigmatica lo è perché nel corso delle prove invernali si sono potuti fare degli azzardi su chi proverà a scappare e chi sarà costretto ad inseguire, su chi si è tenuto nel taschino i decimi meglio di altri. Ma ora, sta al giudizio di Melbourne decretare chi ha lavorato meglio nell'inverno, senza per questo decretare già un vincitore assoluto: sarà una stagione lunghissima e sfiancante, durante la quale decisive saranno non le posizioni ai nastri di partenza, ma la qualità del lavoro che si riuscirà a fare in fabbrica in quella che sarà una sfida con gli aggiornamenti spietata, senza sosta, fino al limite di spesa.
Tante cose diverse rispetto al Bahrain
Considerando le differenze tra Melbourne e Sakhir, sarà interessante vedere il tipo di approccio sin dalle libere 1, in quanto i team devono affrontare una pista molto più scorrevole rispetto agli "stop and go" del Golfo Persico, caratteristica che avrò un impatto significativo sui consumi e sulla gestione energetica. Servirà dunque tanto studio da parte delle squadre, che nella delibera degli assetti (mediamente, l'attuale configurazione dell'Albert Park è da medio-basso carico aerodinamico) dovranno tenere in conto un fattore in più: la scelta del livello di downforce non è più solo un compromesso tra carico in curva e resistenza sul dritto, ma impatterà significativamente anche sui consumi, i quali saranno una variabile in più dell'equazione. Tutto sarà da verificare, a cominciare dalla preparazione del giro in qualifica (Pirelli porterà in Australia gomme C3, C4 e C5): si lavorerà nel compromesso di un giro a velocità sostenuta per scaldare le gomme e l'esigenza di andare molto più piano per ricaricare al meglio le batterie. E poi, finalmente, vedremo come sarà questa nuova F1 sul fronte dei duelli in gara: essendo cambiati macchine e motori, è cambiato anche il modo di guidare e probabilmente cambierà anche quello di gareggiare.
Top 4, sarà battaglia
Australia, dunque. Per la seconda volta di fila, il mondiale scatta da qui. Melbourne 30 anni dopo quella prima volta nel 1996, il debutto dell'Albert Park in calendario. Da allora la pista è stata modificata, è più veloce e questa velocità, questi allunghi saranno un banco di prova notevole per power unit e batterie. Visto che con le ultime modifiche Melbourne è diventata un po' più una pista "di motore", ecco che allora tutti si aspettano uno squillo dalla Mercedes, la grande attesa. Con una Ferrari ancora guardinga, ma probabilmente più serena del previsto, con la partenza che può essere già un'arma anche in caso di una qualifica no; e poi i campioni in carica della McLaren, che si sono sprecati nel dire che non saranno loro la macchina da battere in Oceania, ricevendo in cambio parecchia diffidenza; e che dire della Red Bull, che inaugurerà la stagione numero 22 della sua storia portando al debutto il primo motore da loro sviluppato. Non mancheranno dunque i temi all'Albert Park, per un GP Australia che sarà significativo: sarà la verifica di tutto ciò che è stato detto o scritto finora. Comunque vada, sarà pur sempre Formula 1: buona stagione a tutti.
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