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Chi ama i misteri si gode le post griglie
Non v'è nulla al mondo di più incomprensibile e tortuoso degli schieramenti di partenza definitivi di un gran premio. È ora di cambiare. Ecco come

Pubblicato il 27 luglio 2026, 09:29 (Aggiornato il 28 lug 2026 alle 07:44)
Il Gran Premio d’Ungheria ha attratto attenzione e fatto indignare da quando non era neanche Gran Premio, ovvero dal termine delle qualifiche. Con tutta una serie di questioni relative a possibili e poi effettivi penalty nei confronti dei due piloti più seguiti e amati, ossia, in ordine alfabetico, Antonelli e Hamilton.
Ma non è questo il punto. Non è la popolarità dei coinvolti a interessare, qui e ora, quanto piuttosto la frequenza con cui ogni volta, inesorabilmente, ultimata la qualifica, si comincia ad aprire lo scartafaccio delle questioni pendenti e delle possibili sanzioni da irrogare a chi potrebbe aver violato questo o quello. Oramai è tutta una serqua di possibili infrazioni, tra unsafe release, track limits o, peggio ancora, impeding e velocità eccessive in regime di improvvise bandiere gialle.
Peggio. Statisticamente ormai gli ultimi due minuti di Q3 sono un puntuale calvario di gialle sventolate che causano polemiche a non finire, al millesimo di secondo, per rallentamenti più o meno avvenuti, che vengono demenzialmente misurati ricorrendo ad approssimazioni millesimali da centometristi alle Olimpiadi. In poche e sentite parole, ormai siamo a una situazione che sembra la parodia della Formula Uno e non più l’applicazione intelligente della sua disciplina più ferrea, compiuta e rigorosa.
Qualifiche finite, ma la griglia è ancora tutta da decidere
Al punto che non v’è cosa più misteriosa e iniziatica della griglia di partenza di un Gran Premio di Formula Uno. Tanto per cominciare, seguire le qualifiche fino all’ultimo secondo della Q3 non serve assolutamente a niente. Tanto i risultati poco contano, rispetto a quello che sarà lo schieramento di partenza effettivo.
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