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Chi ama i misteri si gode le post griglie
Non v'è nulla al mondo di più incomprensibile e tortuoso degli schieramenti di partenza definitivi di un gran premio. È ora di cambiare. Ecco come

Pubblicato il 27 luglio 2026, 09:29 (Aggiornato il 28 lug 2026 alle 07:44)
Anche le stesse interviste a caldo del post Q3 son tutte chiacchiere che se le porta via il vento, visto che il primo non è sicuro d’essere primo, il secondo non può giurare d’esser secondo e magari il terzo è tale solo provvisoriamente. Perché in verità la griglia di partenza è stabilita in base al Q4, ovvero, di fatto, a ciò che scaturisce dall’insieme delle decisioni ex post prese dal collegio dei commissari. E, intendiamoci, qui nessuno sta a fare le pulci alla bravura o alla competenza dei suddetti.
Per esempio, in Ungheria, tra i membri togati, ovvero in qualità d’ex pilota a 24 carati, c’era Vitantonio Liuzzi, uno bello esperto, sia come driver che in veste di arbitro, per cui nulla quaestio e niente da obiettare. No, qui il discorso è un altro e assai più sentito, anche perché in questa Formula Uno gli schieramenti di partenza hanno sempre più importanza, visto che chi parte davanti ha un vantaggio assai rilevante rispetto a chi si ritrova dietro e questo, per inciso, by the way, è ancor più vero in un tracciato come l’Hungaroring, che è una specie di Montecarlo senza case attorno. In ogni caso un budello all’interno del quale avviarsi davanti o indietro vuol dire tante cose, a prescindere.
Benvenuti a Formulaunopoli
Insomma, tornando alla questione in oggetto, alla lunga diventa esagerato e anche assurdo che ogni sabato la griglia di partenza di un Gp di F.1 sia sub judice per ore e ore, con casi e casi da discutere, tra impeding, unsafe e gialle. Eh, sì, ormai sembra Formulaunopoli.
E proprio perché stiamo sguazzando malinconicamente e claustrofobicamente all’interno di Formulaunopoli, in cui tutto degenera inesorabilnete in miriadi di processini e processoni - peraltro di fatto inappellabili - la domanda si pone allarmante e chiara nella sua scottante attualità: ma come se ne esce, da tutto ciò?
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