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La pole di Russell, uno scomodo precedente

Pubblicato il 29 giugno 2026, 13:08
Se c’è una gialla devi rallentare in modo significativo, se v’è una doppia gialla molto di più, al punto da essere pronto a fermarti in qualsiasi momento. Questo è. Quindi rallentare di un decimo, esattamente, cosa vuol dire? Mettersi dalla parte della sicurezza? Ma su, non scherziamo.
La sicurezza non si misura in un decimo di secondo
Anzi, non prendiamoci per il culo, per favore. Peggio. Per la prima volta nella storia dell’umanità è stata assegnata una pole position fatta segnare in un giro inficiato da bandiera gialla. Quando, in realtà, a quel punto, con la RBR di Max sbattuta e in quella posizione, per amore di sicurezza stessa la bandiera gialla doveva essere doppia, meglio ancora se rossa, fermando immediatamente tutto e tutti, visto che in una curva critica c’era una monoposto immota e in traiettoria di tangente.
Invece no. Macché. Stavolta basta un’impercettibile alzata di acceleratore per stare pari con tutti.
E se George mentre passava a canna per volare trionfalmente verso la pole fosse uscito di strada alla curva in oggetto, schiantandosi contro la RBR, come l’avrebbero messa la faccenda? Sfortuna? Motorsport is dangerous? Bah. Roba da chiodi. Ma abbandono le ipotesi, per tornare alla malinconica realtà. Successo quello che è successo, improvvisamente Russell passa per lo scaltro, lo scafato, quello che sa stare al mondo, Kimi fa la figura del mezzo ingenuo e via andare, tra la mezza indifferenza generale, mentre chi un minimo ne mastica di corse scuote la testa e guarda nel vuoto, letteralmente sconcertato.
Tutto questo viene qui scritto e sostenuto senza alcuna difesa d’ufficio per Antonelli e per la Ferrari, visto che non è questo il punto. Non sono tanto piloti o team italici da difendere, a quello ci pensano da soli, ma qui e ora la chiamata è a schierarsi per valori irrinunciabili e fondanti all’interno del nostro sport. Ossia lo stile, la regolarità e l’onestà intellettuale di chi le regole ed è chiamato a farle rispettare senza tradirne lo spirito.
Dai. È una vergogna.
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