La pole di Russell, uno scomodo precedente

La pole position ottenuta dal pilota Mercedes in Austria ha sollevato innumerevoli polemiche e causato un precedente che potrebbe influenzare la condotta dei piloti in situazioni simili in futuro
La pole di Russell, uno scomodo precedente
© Getty Images

Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 29 giugno 2026, 13:08

Il regolamento applicato alla lettera, ma tradito nello spirito

La Federazione, schifatissima per qualsiasi invisibile impeding, decisissima a intervenire per qualsivoglia unsafe release a venti all’ora in pit-lane, pronta a stracciarsi le vesti per tre millimetri di track limit o per mezza parolaccia detta in conferenza stampa, sì, quella stessa Federazione che vuole ossessivamente essere perbenino, verdina, elettrificatina, sostenibilina risparmiando le gommine, le emissioncine e i motorini, qui fa finta di niente e guarda dall’altra parte, avallando la insopportabile e pericolosissima situazione verificatasi in mondovisione.

E, soprattutto, dando un messaggio orrendamente diseducativo e a orologeria verso chi corre: ai giovani, dal kart in su, e pure ai meno giovani, perché in realtà le bandiere (e con esse i marshal) vanno sempre TASSATIVAMENTE rispettate e fatte rispettare, ossequiando fino in fondo lo spirito della regola, specie quando diretta all’incolumità di chi corre e del personale di servizio.. 

Sennò salta il fondamento di legittimità di ogni evento sportivo a motore e tutto diventa sporcamente e furbescamente lecito. E ATTENZIONE: questo è un precedente tossico, nucleare, ammorbante; con tale andazzo prima o poi la tragedia alla Bianchi ricapita e state certi che solo allora il paddock si riempirà, come al solito, di felpati consigli tardivi.

In poche parole, la prossima volta che espongono una gialla, quale che sia la situazione, tutti sanno che besterà cavare gas di un decimo o due - cioè, niente - e già sei a posto con gli sbirri, ovvero fatta la festa, gabbato u santo. 

Ma insomma, che modo è di vivere lo sport, questo?

Quella inaccettabile pole di #63 è una delle pagine più nere e mortificanti immaginabili, che rovina non solo il weekend del Gp d’Austria, ma potenzialmente ridonda nel futuro, rischiando di delegittimare la credibilità morale del nostro sport.

(3/3)

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