Cannizzo, come la Ferrari si è preparata al WEC 2026: gomme, joker, affiatamento e avversari

Il DT della Ferrari Endurance ha parlato della preparazione invernale, di come sia fondamentale la base umana del team ed ha indicato il primo rivale
Cannizzo, come la Ferrari si è preparata al WEC 2026: gomme, joker, affiatamento e avversari
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 18 aprile 2026, 14:23

La campionessa in carica sta sull'attenti. Si guarda intorno, consapevole che sono in molti a volerle scippare trono e corona, in tanti che hanno lavorato per farlo. La Ferrari proverà a rispondere in un Mondiale Endurance 2026 che a Maranello si apre con una 499P modificata per rientrare nella nuova omologazione, ma non sviluppata con interventi profondi: l'ufficio tecnico diretto da Ferdinando Cannizzo è convinto che ci sia ancora potenziale nella tre volte regina a Le Mans, anche se questo significa aspettarsi una concorrenza ancora più agguerrita.

Nel venerdì del weekend della 6 Ore di Imola Cannizzo ha incontrato la stampa, ed ha parlato dei temi tecnici e non più caldi alla vigilia del WEC 2026: le nuove gomme, i joker di sviluppo non ancora giocati, gli avversari e soprattutto dello spirito di una squadra che, dopo aver vinto tutto, resta umile e unita nel tentativo di vincere ancora.

 

 

La Ferrari si tiene il joker

Sul perché la Rossa non abbia speso gettoni sulla 499P, ecco la risposta del suo direttore tecnico: "Questa è stata l'unica opportunità di fare modifiche ad appendici e dettagli perché dovevamo cambiare galleria del vento omologativa. C'erano due opportunità: mettere mano a tutta l'aero o agire di dettaglio. Abbiamo preferito la seconda ipotesi per dare continuità al nostro programma sapendo che abbiamo ancora prestazione da estrarre dalla vettura, per poi mettere insieme i joker per una evoluzione un po' più ampia".

Affinità e integrazione di squadra alla base di tutto

Dopo aver vinto tutto, la Ferrari riparte da zero e puntando, oltre che sulla 499P, sul lavoro di squadra: "Abbiamo avuto qualche innovazione sulla vettura, e qualche elemento è cambiato anche nella squadra, ma nulla è cambiato nello spirito e nell'approccio. L'attenzione verso la squadra è enorme, perché è parte integrante della prestazione: la macchina deve essere sicuramente un bel pacchetto, ma se poi è il team a dover funzionare a dovere, a livello di intesa e affiatamento, rispetto e umiltà, in modo che poi tutto combaci perfettamente. Durante l'inverno abbiamo lavorato molto per ritrovare i giusti meccanismi, inserire i nuovi nel modo corretto per dare loro la possibilità di conoscere e affiatarsi con i colleghi, e lo abbiamo fatto anche a livello di operazione in garage, allenando anche i pit-stop. Per il resto aver dato continuità al gruppo tra meccanici e ingegneri è un valore aggiunto, perché ci si intende con uno sguardo. Conosciamo reciprocamente pregi e difetti di ognuno, l'approccio è condiviso da tutti ed è un vantaggio.

Le competenze tecniche sono importanti, ma anche il modo in cui ci si rapporta con l'altro, il rispetto e l'umiltà, la capacità di lavorare in squadra. In questi anni si è creato un rapporto di grande fiducia reciproca, e ormai è naturale parlare in tranquillità, senza paura di esprimere opinioni. Mettiamo sempre dentro tutti, insieme alla volontà di affrontare le sfide e vincerle, e con l'umiltà e la consapevolezza di ripartire sempre da zero in una gara o in campionato. Vale a tutti i livelli: meccanici, piloti e ingegneri. Tutti quanti all'interno del team, e pure quelli che collaborano fuori dal team, condividono questo approccio: qualsiasi problema, di qualunque natura, viene condiviso e questo ci dà un grande vantaggio, consentendoci di restare focalizzati sulle cose importanti".

 

 

Per il titolo Cannizzo tiene d'occhio Toyota

La Ferrari ha lavorato sodo nell'inverno: "La correlazione con il simulatore è risultata effettivamente molto buona, per cui vuol dire che il lavoro di preparazione fatto nell'inverno è servito e sta dando ottimi risultati. Il punto che avevamo da smarcare era legato alla comprensione dei pneumatici, perché non abbiamo avuto tantissimo tempo per farlo. Abbiamo provato i nuovi compound soltanto nei test fatti il mese scorso. Con il Prologo ad Imola abbiamo completato anche una valutazione della soft. L'anno scorso al via sapevamo di aver fatto un grande sviluppo nel corso dell'inverno, per cui ci aspettavamo certe prestazioni, ma non ci aspettavamo di essere così competitivi. Alcuni avversari ce li aspettavamo più forti, e invece hanno avuto qualche difficoltà. Tecnicamente ciò che siamo riusciti a fare è stato comprendere bene il nostro pacchetto, nel senso che siamo riusciti a declinarlo bene in base alla specificità di ogni circuito. Il nostro punto forte rimane sempre l'integrazione di tutta la vettura, del modo in cui tante cose messe insieme esprimono in maniera globale. Quest'anno la nostra vettura sembra abbastanza in forma, anche sulla base delle nostre aspettative. Tuttavia è difficile trarre conclusioni sulle prestazioni degli altri, perché non conosciamo i programmi altrui, ma dai dati cui abbiamo accesso sembra che siamo tutti vicini".

Sulla prima avversaria, Cannizzo è sicuro: "Direi Toyota se dovessi indicarne una. Anche se l'anno scorso la loro stagione è stata interlocutoria e con difficoltà, restano un avversario forte che merita rispetto e che in questi anni ha dimostrato molto. Senza denigrare gli altri, ma se mi viene chiesto di un primo rivale dico Toyota".

 

 

 

 

 

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