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Peter Bonnington, l'emozione di un podio: Schumi, Hamilton e Antonelli, tra passato e futuro

Pubblicato il 17 marzo 2026, 14:06 (Aggiornato il 17 marzo 2026, 14:15)
George Russell, dopo aver riflettuto un istante, ha compreso il momento e si è fatto da parte. Perché l'occasione era speciale, il momento bellissimo, i rapporti umani in ballo sinceri: c'erano Andrea Kimi Antonelli, Lewis Hamilton e Peter Bonnington, e quei tre meritavano una foto tutti insieme.
Bono tra passato e futuro
Quei due piloti rappresentano il passato, il presente e forse anche il futuro della Mercedes: Lewis Hamilton con la Stella ha vinto tanto, Andrea Kimi Antonelli con la Stella si augura di vincere tanto. Tra loro due, c'è stato un passaggio di consegne l'anno scorso, apprezzabile in maniera tangibile sul podio di Shanghai: la prima vittoria per Andrea Kimi, il primo podio con la Ferrari per Lewis.
Ponte tra due piloti divisi da 21 anni d'età, quel Peter Bonnington che deve aver vissuto un'esplosione di emozione nel cuore, a vedere il suo passato ed il suo futuro professionale lì, insieme sul podio, in una giornata probabilmente indimenticabile per tutti e due, anzi per tutti e tre: perché "Bono" con Lewis è rimasto in ottimi rapporti da considerarlo un fedele amico, mentre con Andrea Kimi la relazione è solida e profonda al punto da chiamarlo via radio "my son", figlio mio. Se per Lewis è stato un fratello maggiore, per Andrea Kimi è una specie di padre adottivo: niente da togliere a Marco Antonelli, ma Bono sul piano professionale lo è a tutti gli effetti, quasi quanto per il bolognese lo è Toto Wolff.
Una vita a Brackley
Di Bonnington si era parlato di un possibile trasferimento a Maranello, in orbita Ferrari, per continuare con Hamilton il rapporto ormai ultradecennale sviluppato con la Mercedes. Peter, però, ha scelto di restare: è a Brackley sin da quando c'erano le insegne della Honda fuori dalla factory, ed è rimasto attraverso le varie denominazioni, da Honda a Brawn GP, da Brawn GP a Mercedes. Proprio con indosso la camicia color argento, aveva vissuto un'esperienza umanamente magnifica spalleggiando come ingegnere di pista Michael Schumacher: sul piano sportivo non sono arrivati i risultati sperati, ma sul piano professionale Bono ha sempre giurato di aver appreso tantissimo dal lavoro con Michael.
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