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Gli Ulisse della Formula 1

Lorenzo Lucidi
Pubblicato il 21 luglio 2026, 09:28 (Aggiornato il 21 luglio 2026, 08:11)
Ulisse numero quattro: Alex Zanardi
Ci sono viaggi che terminano con l'arrivo a casa, mentre altri purtroppo si concludono senza riuscire ad approdare di nuovo nella terra natìa, ma questo nulla toglie alla grandezza di coloro che ci hanno provato. Tanto più a chi, come Alex Zanardi, di odissee ne ha dovute vivere ben due.
Pilota in Formula 1 dal '91 al '94 con Jordan, Minardi e Lotus, il bolognese trova la sua dmensione nel campionato americano CART, dove ottiene due Titoli nel 1997 e '98 con il team di Chip Ganassi. Proprio durante una gara della serie CART in Germania, al Lausitzring, Alex perde il controllo della sua vettura, che viene centrata da quella di un altro pilota. Le condizioni di Zanardi, più che critiche, sono disperate. Alex, trasportato d'urgenza in ospedale in elicottero, subisce 16 operazioni chirurgiche, 7 arresti cardiaci, l'amputazione di entrambe le gambe e l'estrema unzione.
Nonostante tutto, il pilota bolognese riesce a sopravvivere. Ma non si limita a questo: riesce a tornare a vivere, come e più di prima. "Quando mi sono svegliato senza gambe, ho guardato la metà che era rimasta, non quella che era andata persa" dirà poi dopo essersi ripreso dall'incidente.
Tornato a camminare grazie a due protesi, Alex non si ferma più: corre in auto e in handbike, vince il Campionato Italiano Superturismo, partecipa alla 24 Ore di Spa e a quella di Daytona e si aggiudica una montagna di medaglie paralimpiche, dedicandosi nel frattempo anche a molte altre attività extra sportive tra cui la conduzione di un programma TV.
Ma per Alex non è finita qui: il 20 giugno del 2020, durante una gara di handbike, il bolognese si scontra con un camion. Le sue condizioni sono nuovamente critiche, ma stavolta l'esito è il peggiore. Questa ennesima prova si rivelerà insormontabile per il bolognese, che alla fine si arrenderà il 1° maggio del 2026, all'età di 59 anni.
Non senza aver lasciato un'eredità fatta di insegnamenti preziosi ma anche divertenti, come era sua abitudine fare. Quando, nel 2001, Michael Schumacher a Bologna gli consegnò il Casco d'Oro di Autsoprint, Alex commenta: "Sono così emozionato che mi tremano le gambe". Una frase diventata simbolo di un uomo che non si è mai arreso nel viaggio a cui la vita lo ha costretto e che non ha mai smesso di sorridere neanche nei momenti peggiori.
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