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Gli Ulisse della Formula 1

Lorenzo Lucidi
Pubblicato il 21 luglio 2026, 09:28 (Aggiornato il 21 luglio 2026, 08:11)
Ulisse numero cinque: Felipe Massa
A volte il destino prende strade imprevedibili, mettendo di fronte a dure prove senza che se ne abbia nessuna colpa. Felipe Massa, durante le qualifiche del gran premio di Ungheria del 2009, non sta sbagliando nulla. Reduce della delusione del Mondiale mancato l'anno precedente, il brasiliano sta gestendo una Ferrari F60 non particolarmente competitiva con cui è comunque riuscito a conquistare il podio nella gara del Nürburgring e issarsi fino al 5° posto di un Mondiale dominato da Brawn GP e Red Bull.
In quelle qualifiche all'Hungaroring, dicevamo, Massa sbaglia nulla. Totalmente incolpevole, il brasiliano della Ferrari si trova nella traiettoria di una molla persa dalla monoposto del connazionale Rubens Barrichello che colpisce violentemente il casco di Felipe.
L'impatto, avvenuto mentre procedeva a circa 200 km/h, provoca a Massa una commozione cerebrale con una frattura nella zona sovraorbitale sinistra e un taglio alla fronte. Trasportato d'urgenza all'ospedale di Budapest, Felipe viene operato e fortunatamente dichiarato non in pericolo di vita. Ciononostante, il percorso di riabilitazione è lungo, tanto che il brasiliano tornerà in pista solo all'inizio della stagione successiva, sempre al volante della Ferrari. Anche se lo spirito del brasiliano non è mai stato incrinato dal suo incidente. "Tornerei a correre anche domani, ma decidono i medici" dice nel settembre 2009, appena un paio di mesi dopo l'Ungheria.
Dopo l'infortunio he avrebbe potuto mettere fine alla sua carriera, Felipe hcorre in F1 per altri otto anni, ritirandosi alla fine del 2017 con un totale di 272 GP disputati, 11 vittorie, 41 podi e 16 pole, per poi debuttare in Formula E, nella Stock Car brasiliana e alla 24 Ore di Daytona.
Tanti altri Ulisse nella Formula 1 (e non solo)
Quelli che vi abbiamo citato sono solo alcune delle storie di piloti che, messi di fronte alle insidie della vita, non hanno arretrato di un solo passo e hanno fatto di tutto per raggiungere la loro Itaca. Avrebbe meritato di sicuro una citazione Romain Grosjean, vittima di uno spaventoso incidente nel GP del Bahrain 2020 e tornato alle gare dopo essere uscito quasi indenne dalle fiamme. Ma anche Graham Hill, che nel GP degli USA del '69 si ruppe entrambe le gambe finendo su una sedia a rotelle ma ebbe la determinazione di tornare a correre pochi mesi dopo in Sudafrica.
E che dire di Johnny Herbert, anche lui vittima di una frattura di entrambe le gambe con una Formula 3000 e al quale fu detto che forse non avrebbe più potuto camminare, salvo poi tornare a farlo oltre a vincere 3 gare di Formula 1 e una 24 Ore di Le Mans. E così via con tanti altri, ciascuno con la sua storia, il suo percorso, la sua vita, le sue sofferenza e il suo esempio.
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