Briatore: "Neppure un pilota come Verstappen potrebbe aiutarci"

Dopo un 2025 da dimenticare il team Alpine ha finora dato prova di essere cresciuto, ma la strada verso la vera competitività è ancora lunga
Briatore: "Neppure un pilota come Verstappen potrebbe aiutarci"
© Getty Images

Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 7 giugno 2026, 12:16

Dopo aver preso le redini del team Alpine dalle mani dell’intraprendente Luca De Meo Flavio Briatore si era posto un obiettivo chiaro: migliorare almeno di una posizione il risultato del 2024 e dunque chiudere al quinto posto costruttori nel 2025. In realtà la narrazione del campionato successivo è stata molto meno generosa tanto da vedere la scuderia di Enstone fanalino di coda con appena 22 punti contro gli 833 della McLaren.

Un fallimento totale che però non ha fatto demordere il manager piemontese portandolo addirittura a rilanciare in ottica 2026 e a ipotizzare di vedere la sua squadra lottare con i più forti grazie all’aiuto del nuovo regolamento e di una maggiore stabilità interna.

La grande fiducia sfoggiata alla vigilia dell’annata in corso, però, non ha portato a grossi frutti in quanto, sebbene ad oggi sia effettivamente quinta assoluta e abbia dato cenni di progressione, il punteggio resta scarso: 35 lunghezze contro le 219 della leader McLaren. Il problema è la difficoltà a concretizzare, poiché a dispetto di sprazzi di competitività da parte sia dell’esperto Gasly, sia del più acerbo Colapinto, quando arriva il momento di portare a termine il compito, succede sempre qualcosa che vanifica gli sforzi.

Neppure Verstappen può risollevare Alpine a breve

Analizzando l’andamento del Mondiale finora, l’ex boss Renault di epoca Schumacher e Alonso, ha dovuto riconoscere la necessità di rendere la monoposto più veloce e di migliorare l’aerodinamica oltre alle varie procedure a partire dai pit stop, per poter stabilmente entrare in top 7 con entrambi i piloti come auspicato prima del debutto stagionale in Australia.

Siamo cresciuti, ma non sono contento di dove siamo al momento. Avremmo dovuto fare molto di più”, ha dichiarato a Montecarlo non nascondendo la propria frustrazione.

La lentezza della A526 è ciò che più sta preoccupando il 76enne. “Montiamo lo stesso motore di McLaren e Mercedes, eppure siamo sei/sette decimi indietro”, si è infatti lamentato.

Il cuore della problematica è dunque più tecnico che legato ad una formazione debole. Non per nulla, come confermato dallo stesso Briatore, nel 2027 non dovrebbero esserci grandi colpi di scena. Pierre sarà ancora nella scuderia, mentre Franco, decisamente più maturo e meno avvezzo all’errore di dodici mesi fa, deve essere ancora  valutato.

“Adesso l’auto è ciò che conta – ha proseguito il ragionamento Forse uno come Max ci farebbe guadagnare due o tre decimi, ma per un gap di sei/sette decimi non esiste pilota che possa fare la differenza, l’amara constatazione finale con annesso sprone agli ingegneri a rimboccarsi le maniche per tentare un recupero apparentemente molto complesso. Chissà che l'accordo appena firmato con Gucci in qualità di prossimo title sponsor non possa dare un contributo rilevante al processo di rinascita.

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