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Jos Verstappen replica a Steiner: "Capisco perché non dirige più un team di F1"

Chiara Rainis
Pubblicato il 1 giugno 2026, 16:43
Da quando Günther Steiner è uscito di scena dalla F1 per diventare il patron del team Tech 3 in MotoGP, i suoi commenti riguardo la disciplina in cui ha militato oltre un ventennio, arrivano puntuali come un orologio. Nulla sfugge al manager di Merano il quale, anche in occasione del round del Canada, non ha fatto mancare il proprio pensiero su quanto narrato dal weekend di gara.
In particolare l’altoatesino si è soffermato sulla prova di Max Verstappen. Terzo al termine del GP, l’olandese è apparso nettamente più sereno che negli eventi precedenti. Un dettaglio che ha portato il 61enne a lanciare una stoccata a suo indirizzo. Intervenuto al podcast Red Flag ha dichiarato: “Era un po’ più contento perché è salito sul podio. Se avesse vinto sarebbe stato felice e avrebbe definito questo regolamento il migliore di sempre”.
“A mio avviso avrebbe dovuto confermare di non amare la normativa e di volere un cambiamento nonostante il risultato”, ha proseguito biasimandone la mancanza di coerenza. Stando all’ex Haas, Red Bull avrebbe tutto l’interesse ad una modifica, anche parziale, delle regole, per tentare di avvicinarsi alla Mercedes.
“Pure un piccolo intervento consentirebbe a tutti di avere le medesime opportunità e magari di avvantaggiarsi”, ha provato ad interpretare il gioco di Milton Keynes e nella fattispecie del quattro volte iridato.
Papà Jos contro Steiner e arriva anche un difensore a sorpresa
Raggiunto dalle parole piccate e ironiche di Steiner, il fumantino Jos Verstappen non ha taciuto a lungo e per difendere il figlio si è affidato ai social. “Ciao Günther. Capisco perché tu non sia più un team principal della F1. Il modo in cui ti esprimi”, il tweet al veleno dell’ex pilota, evidentemente indispettito da certe affermazioni.
Solidale con la famiglia da corsa si è mostrato Dani Juncadella, compagno di equipaggio di Max in occasione della recente 24 Ore del Nurburgring. “È dal 2023 che si lamenta del regolamento, ma il capo del consorzio che ha acquisito il team Tech 3 di MotoGP ne sa di più”, il messaggio su X dello spagnolo.
Le critiche di Max alla F1 attuale, la polemica con Montoya
Da sempre avvezzo ad esprimere pubblicamente il proprio pensiero Mad Max non ha mai nascosto le proprie perplessità circa la suddivisione 50:50 della power unit tra componente termica ed elettrica, e sui sorpassi sempre più legati ad escamotage tecnologici e meno alle abilità del pilota, minacciando di lasciare il Circus in tempi brevi e comunque non prima di aver definito le nuove monoposto della “FE sotto steroidi”.
Un modo colorito di descrivere il suo “ufficio” in veste 2026 che ha fatto molto discutere. Ad esempio è ormai da qualche settimana che continua il botta e risposta a distanza tra il 28enne e Juan Pablo Montoya, convinto che per questi suoi appunti tranchant sulla serie in cui gareggia meriterebbe una sospensione. Suggerimento a cui il driver di Hasselt ha replicato prontamente definenendo le asserzioni del colombiano semplice "nonsense".
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