Hadjar cresce in Red Bull: "è una grandissima sfida"

Hadjar parte bene in Red Bull tra pressione e aspettative e affronta il “sedile maledetto” con approccio lucido e risultati solidi
Hadjar cresce in Red Bull: "è una grandissima sfida"
© Getty Images

Debora FigoliDebora Figoli

Pubblicato il 28 aprile 2026, 17:30

Isack Hadjar ha disputato le prime tre gare della stagione 2026 in Red Bull, entrando subito in uno dei contesti più esigenti della Formula 1. Il pilota franco-algerino aveva mosso i suoi primi passi nella classe regina con il team satellite Racing Bulls, raccogliendo risultati convincenti.

Prestazioni solide, abbastanza da spingere Red Bull a offrirgli uno dei sedili più pesanti dell’intera griglia. Non un dettaglio: da anni il secondo sedile del team viene etichettato come “maledetto”, dopo aver messo in difficoltà più di un pilota, spesso con conseguenze pesanti sulla carriera.

Scetticismo iniziale e un paragone ingombrante

Al momento dell’annuncio della line-up Red Bull, con Isack al fianco di Max Verstappen, in molti hanno storto il naso. Secondo diversi osservatori, la carriera del giovane - poco più che rookie - rischiava di incrinarsi ancora prima di decollare. E invece, la realtà sta raccontando altro.

Il suo percorso richiama, per certi versi, quello vissuto da George Russell al primo anno in Mercedes: nuovo regolamento, nuova squadra, nuove dinamiche interne e un compagno di squadra capace di occupare tutta la scena. Un contesto che può schiacciare, ma anche forgiare.

Pressione interna e ambizioni personali

Come Russell allora, anche Hadjar non sembra essersi fatto travolgere. Lo stesso Hadjar, ai microfoni di F1.com, ha spiegato quanto il peso maggiore arrivi da sé stesso: "Direi che i miei standard sono più alti di quelli di chiunque altro che mi dice 'OK, devi fare questo, quello, quello', mi stressa molto meno di quello che mi carico sulle spalle. Alla fine, la cosa più importante è non deludermi". Un atteggiamento che potrebbe essere la chiave delle sue prestazioni: meno rumore esterno, più focus interno.

Un progetto nuovo e una sfida tutta da costruire

Nonostante i primi risultati incoraggianti, Hadjar ammette di essere ancora in fase di adattamento, anche dal punto di vista emotivo. Indossare i colori Red Bull non è qualcosa che si assimila dall’oggi al domani. "Sono molto emozionato perché è la prima volta nella mia carriera che inizio un grande progetto con un grande team.

L'anno scorso sono arrivato ed era l'ultimo anno di questi regolamenti, quindi non ho potuto dare indicazioni ai team, fornire buone direttive e spunti su come migliorare una vettura da corsa. Quest'anno, in pratica, inizia una grande, grandissima sfida, quindi è davvero emozionante sapere che le prestazioni della vettura aumenteranno".

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