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Test F1 2026: Ferrari promossa, ma l'ultima parola spetta a Melbourne

Pubblicato il 21 febbraio 2026, 09:14
E' una Ferrari che non vuole, non deve e non può ancora permettersi di sorridere fino in fondo, perché ci sono ancora parecchie cose da capire. Tuttavia, si può dire che il Cavallino Rampante esca rinfrancato dalle sessioni di test invernali: macchina solida nell'affidabilità, apparentemente nata bene sui fondamentali ed anche discretamente veloce.
Difficile stabilire dov'è la Ferrari
Quanto sia effettivamente veloce, lo scopriremo solo in qualifica ed in gara a Melbourne, dove tutti si aspettano una Mercedes finalmente costretta a svelare tutte le carte che, qualcuno giura, ha tenuto bene nascoste in queste sessioni di test. Tuttavia la Ferrari prenderà l'aereo per l'Oceania con una certa dose di fiducia, quantomeno maggiorata dopo una stagione difficile: c'è margine per sperare di cominciare con il piede giusto il nuovo mondiale. E' davvero complicato fare le carte al campionato che scatterà tra due settimane, perché se è chiaro che ci sono quattro team davanti a tutti, non è semplice dire quale sarà l'esatta scala dei valori tra questi quattro team. Che Mercedes sia effettivamente la squadra da battere è da verificare, così come lo sarà la posizione di McLaren, Red Bull e Ferrari. Azzardando, si potrebbe mettere la SF-26 appena dietro alla W17 ed un filo davanti a MCL40 e RB22, ma sono considerazioni di facciata, perché mappature e quantità di carburante sono rimaste sconosciute in ogni tipologia di lavoro.
Di sicuro, il Cavallino Rampante non ha nulla da recriminare sul tipo di test condotti. La Rossa ha marciato con grandissima regolarità, evidenziando ben pochi problemi di affidabilità (solo uno veramente limitante, quello occorso nella seconda mattinata della terza sessione) e portando in pista una monoposto, oltre che solida, originale: si è presentata con una "versione base" e lungo i test ha introdotto qualche novità tra fondo, ali e infine quell'elemento dietro allo scarico, per tacere del flap mobile "rotante" appena provato nella mattina del penultimo giorno. La Rossa ha fatto parlare di sé per soluzioni e comportamento in pista e questo è un bene, fermo restando che, a costo di diventare noiosi, è troppo presto per sbilanciarsi.
Il programma degli ultimi due giorni
Al di là del miglior tempo dell'intera sessione di test, molto incoraggiante è stata la simulazione di passo gara di Leclerc nella mattinata dell'ultimo giorno di prove: considerando le alte temperature, il "trend" era davvero positivo. Pure Hamilton, giovedì, aveva effettuato una discreta simulazione, anche se le più grandi differenze tra i due si sono viste nei tentativi del tardo pomeriggio (Lewis giovedì, Charles venerdì); l'inglese con la C3 ci ha messo qualche giro a mettere insieme un buon tentativo, mentre il monegasco ci è arrivato molto più facilmente, potendosi poi permettere di ritoccare l'assetto e di tornare in pista per due "time attack" con gomma C4, il frangente in cui ha abbassato ulteriormente il miglior tempo di tutta la sessione di test (nessun tentativo con gomma C4 invece per Hamilton).
Ammesso e non concesso che i programmi (dunque anche mappature e livelli di carburante) con la gomma C3 fossero effettivamente simili, due risultati diversi a livello di comportamento in pista. Di certo, niente di definitivo: c'è margine per lavorare ancora un po' al simulatore, dove riverificare i numeri dell'ultimo test e preparare le trasferte di Melbourne e Shanghai, le prime due tappe (in successione) dell'anno, assecondando al massimo le esigenze dei due piloti.
Una base ben strutturata sulla quale lavorare
Visivamente la SF-26 non sempre ha convinto, soprattutto per un accenno di sottosterzo e la tendenza del posteriore a muoversi parecchio, anche se apparentemente questo non è stato un problema nel portare a casa il crono. Nessuno dei due piloti ha lamentato criticità evidenti della macchina, aspetto che rafforza che la vettura sia forte nei "fondamentali", e che si possa costruire la stagione su una base di macchina ben strutturata. E diciamo "costruire" non a caso, perché il mondiale 2026 sarà una lunga maratona a colpi di aggiornamenti; se mancano certezze, forse una ce n'è: la curva di sviluppo è talmente ampia che il quadro dell'Albert Park, qualunque esso sia, difficilmente sarà uguale a quello che vedremo qualche mese dopo. La Ferrari lo sa: il primo passo sarà provare a partire bene, poi il resto sarà comunque tutto da scrivere.
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