Ferrari SF-26, voglio vederti danzare: Vasseur, la Macarena e il coraggio di innovare

L'innovativa apertura del flap per andare in Straight Mode è uno dei segnali di un approccio tecnico (finalmente) diverso da parte della Rossa. Ne parla Fred Vasseur
Ferrari SF-26, voglio vederti danzare: Vasseur, la Macarena e il coraggio di innovare
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 20 febbraio 2026, 10:12

Impressioni e certezze, quando mancano poche ore alla chiusura dei test e la preparazione delle monoposto per la spedizione verso l’Australia. Impressioni e certezze relative alla Ferrari, perché il precampionato che volge al termine ha visto una SF-26 in larga misura affidabile e osservata speciale da parte dei rivali diretti. Non era così negli ultimi anni, quando i commenti erano all’insegna del “non escludiamo dai giochi la Ferrari”.

Oggi l’impressione è che la SF-26 sia già di diritto nel pacchetto delle migliori macchine. Ma serve attendere Melbourne, poi Shanghai, poi ancora 3-4 gare per verificare le prestazioni su un’ampia gamma di circuiti, diversi nelle loro caratteristiche.

Dal turbo "giusto" ai dettagli aero

Le certezze, invece, appartengono a un approccio finalmente aggressivo nello sviluppo di soluzioni tecniche. La visione sul dimensionamento corretto del turbocompressore, per non incorrere in problemi di turbolag in partenza - mancando il supporto del MGU-H - è stata penalizzata dal tentativo di correggere la procedura di partenza. Resta il dato di una visione e interpretazione nella giusta direzione, da parte dell’area tecnica a Maranello.

Ancora, l’intuizione dell’aletta posta dietro lo scarico, vista al primo giorno della seconda sessione di test in Bahrain. Da ultimo, il meccanismo originale di apertura del’ala posteriore. Anziché impiegare un attuatore al centro del profilo principale, il meccanismo di regolazione dell'aerodinamica attiva, per passare dalla modalità Corner alla modalità Straight, è alloggiato sulle paratie esterne dell’ala posteriore.

Nel suo funzionamento porta il flap superiore a ruotare di oltre 200 gradi, modificando la configurazione del flap per abbattere il drag (la resistenza aerodinamica) e certamente non produrre deportanza. C’è un altro aspetto da valutare, relativo alla superficie opposta dal flap ai flussi d’aria nella fase di rotazione e ritorno in Corner Mode: brevemente si configura come una sorta di aerofreno, che nella fase imminente della staccata potrebbe contribuire a stabilizzare il retrotreno.

“Non dobbiamo avere paura dell'innovazione, dobbiamo saper correre rischi sul lato tecnico”, ha raccontato Vasseur nella giornata di giovedì. "Spesso si rimane fedeli alla tradizione per paura, ma non è il nostro caso. Correre rischi fa parte del Dna del nostro sport e deve far parte del Dna tecnico. Bisogna saper correre rischi tecnici se si vuole vincere”.

Chiamatelo pure movimento Macarena

È stata ribattezzata “Macarena”, ha svelato lo stesso Vasseur, la modalità di apertura del flap e l’attesa si sposta, adesso sull’impiego già in Australia, dove un eventuale effetto aerofreno potrebbe tornare utile su un circuito dalle ripetute, forti, frenate e passaggi tra Corner e Straight. In Cina, invece, il vantaggio in termini di abbattimento del drag avrebbe un impatto notevole sui rettilinei.

“Penso che tutti stiano innovando, a volte sono novità visibili, altre no. Sono sicuro che i nostri avversari stiano facendo esattamente la stessa cosa.

Gli ultimi due elementi che abbiamo portato in pista erano visibili dall'esterno, ma non c'è una grande differenza rispetto agli altri. Non so se verrà impiegata a Melbourne (il flap Macarena; ndr) o per la gara successiva“, ancora Vasseur.

Quel che conta è un approccio nuovo all’interpretazione dei regolamenti, all ricerca di vantaggi nell’esplorazione delle zone grigie. Mercedes l’ha fatto sulla power unit, Ferrari ha elaborato due soluzioni aerodinamiche al retrotreno della SF-26. Alla pista la pesa dei benefici.

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