Punti penalità in F1: chi rischia e chi resta immune

Arrivando al GP dell’Azerbaijan con il bilancio dei punti penalità: piloti senza macchia, chi sfiora il limite e chi rischia la squalifica
Punti penalità in F1: chi rischia e chi resta immune
© Getty Images

Debora FigoliDebora Figoli

Pubblicato il 17 settembre 2025, 14:46

Il Gran Premio dell’Azerbaijan segna il completamento dei primi due terzi di campionato. È una tappa chiave: per la McLaren rappresenta la prima occasione concreta di blindare il vertice della classifica, lasciando poi libertà di lotta interna ai “papaya boys”. Ma l’avvicinarsi della fase finale di stagione può cambiare, soprattutto in un anno in cui le scuderie guardano già al 2026 e al nuovo regolamento. Le priorità dei team si rimescolano e anche i piloti assumono un approccio diverso: più aggressivo, più rischioso, a volte più spettacolare.

La variabile dei punti penalità

Questa maggiore libertà può però avere un prezzo: l’aumento dei punti penalità sulla superlicenza. Ogni infrazione specifica, dai contatti ai comportamenti scorretti, porta conseguenze. Lo ha dimostrato la vicenda Sainz-Lawson: lo spagnolo era stato sanzionato sia in gara che con due punti sulla licenza, ma il ricorso vinto dalla Williams ha creato un precedente e restituito a Sainz la fedina “pulita”. A questo punto del campionato, quindi, la domanda è inevitabile: qual è il bilancio dei punti penalità?

I virtuosi senza macchia

Il team più “pulito” della griglia è Sauber, destinata a diventare Audi dal 2026. Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto arrivano a Baku con zero punti a carico: l’unico caso di doppio zero, un risultato che fa sorridere. Tra i rookie c’è anche Isack Hadjar, protagonista di una stagione sorprendente e già impreziosita da un podio. A completare il club degli “immacolati” troviamo un veterano e un pilota costante: Fernando Alonso, in difficoltà con una Aston Martin che non rende giustizia al suo talento, ed Esteban Ocon.

La fascia di rischio medio

C’è poi chi ha commesso qualche sbavatura senza esagerare. A un punto penalità si trovano Charles Leclerc e George Russell, protagonisti di duelli accesi come quello di Zandvoort. Due punti per Hamilton, Albon, Gasly e, di nuovo, Sainz dopo l’annullamento della sanzione più pesante. Salendo, Lando Norris e Yuki Tsunoda sono a quota 3, mentre Franco Colapinto è il primo a farsi notare con 4 punti. Nessuno di loro, però, è in zona rossa.

Tra chi inizia a preoccuparsi ci sono Andrea Kimi Antonelli e Lance Stroll, entrambi con 5 punti. A quota 6 troviamo Oscar Piastri, il leader del Mondiale, e subito dietro Liam Lawson con 7. È il segnale che la battaglia al vertice, spesso combattuta sul filo, lascia segni anche fuori dalla classifica principale.

Verstappen e Bearman, due estremi

Restano due casi particolari. Max Verstappen, quattro volte campione del mondo, ha accumulato 9 punti: quasi uno ogni due gare, una media che non lascia tranquilli. E poi c’è Oliver Bearman, il rookie che con 10 punti penalità è l’unico a sfiorare la soglia massima di 12, oltre la quale scatterebbe la sospensione per un GP. 

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