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La scelta di Cadillac e il ritorno in griglia di Bottas: "Il team non ha limiti davanti a sé"

Valtteri Bottas racconta emozioni e obiettivi della nuova avventura in F1 con Cadillac, tra entusiasmo per il progetto e realismo sulle sfide
La scelta di Cadillac e il ritorno in griglia di Bottas: "Il team non ha limiti davanti a sé"
© Getty Images

Debora FigoliDebora Figoli

29 ago 2025

In fondo, lo sapevamo tutti: Valtteri Bottas e Sergio Perez sarebbero stati i nomi scelti da Cadillac per il debutto in Formula 1 nel 2026. Una line-up di esperienza, ma che molti hanno già etichettato come “coppia di secondi piloti”, desiderosi di rivincita e di una nuova opportunità. 

Su Bottas, a dire il vero, i dubbi erano pochissimi. Il finlandese aveva lasciato cadere diversi indizi negli ultimi mesi, con interviste e mezze risposte che suonavano più come conferme non dette. E oggi quelle sensazioni hanno trovato una conferma ufficiale.

La firma e la nuova emozione

A svelare il retroscena è stato lo stesso ex Mercedes durante il podcast F1 Nation: "Ho firmato un po’ di tempo fa, ma per me è stato con l’annuncio a New York che la cosa mi ha colpito. È quasi la stessa sensazione di quando ho iniziato, sono di nuovo un pilota di F1, quindi è fantastico. Mi sento come un bambino". Parole che raccontano non solo la felicità per il nuovo contratto, ma anche la rinascita sportiva di un pilota che sembrava destinato a uscire dai radar e che invece torna a respirare quell’aria da esordiente, con un entusiasmo che raramente traspare dopo più di un decennio in griglia.

Un progetto che parte da zero

L’approdo in Cadillac non è solo un ritorno personale per Bottas, ma l’occasione di prendere parte a un progetto mai visto prima:
"È un progetto davvero entusiasmante e interessante per me. Ovviamente hanno già una grande struttura. Hanno grandi piani per il futuro e, per me, far parte di qualcosa che puoi davvero costruire da una pagina bianca, un nuovo team di Formula 1, significa avere tantissimo da poterci mettere dentro". 

Il dieci volte vincitore di Gran Premi porta in dote esperienza e metodo, qualità che serviranno per gettare le fondamenta del team americano. La sfida sarà quella di crescere insieme a una squadra nuova, costruendo pezzo per pezzo un’identità competitiva in un Mondiale che non concede sconti.

Obiettivi realistici e sfide da affrontare

Bottas non si nasconde e mette subito i piedi per terra: "Devo essere realista sugli obiettivi. La cosa principale è, prima di tutto, esserci al primo test a gennaio, finire la prima gara, e poi da lì costruire passo dopo passo". L’ex Sauber non fa voli pindarici: le aspettative sono basse, consapevole che un debutto in Formula 1 porta con sé più incognite che certezze. Cadillac arriverà nel 2026, anno del nuovo regolamento, con due piloti fermi da un anno e un’organizzazione tutta da rodare.

Non sarà facile, lo sa anche lui: "Mentalmente mi sto quasi preparando al peggio, al fatto che sarà un inizio difficile… ma non si sa mai". Un realismo che non toglie nulla alla voglia di rimettersi in gioco, anzi: potrebbe diventare la leva giusta per trasformare la fatica dei primi passi in una sorpresa inattesa.

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