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Cadillac debutta in F1 con Bottas e Perez: niente scommesse sui giovani, ma affidabilità, leadership e un'opportunità unica per due nomi noti nel paddock
27 ago 2025
Cadillac ha finalmente svelato la propria coppia di piloti per il debutto in Formula 1, e il messaggio è chiaro: affidarsi all’esperienza evitando il rischio. I due prescelti sono Valtteri Bottas e Sergio Perez, nomi che non hanno bisogno di presentazioni nel paddock. Piloti che hanno vissuto da protagonisti anni cruciali della categoria, spesso al fianco di compagni di squadra ingombranti e dominanti, e che ora si ritrovano al centro di un progetto che punta alla solidità.
La carriera del finlandese è stata segnata dall’epoca d’oro Mercedes, quando affiancava Lewis Hamilton nel periodo più dominante della scuderia di Brackley. Bottas ha costruito la propria reputazione come uomo squadra, capace di garantire punti, costanza e una mentalità pragmatica, pur dovendo convivere con l’etichetta di “gregario di lusso”.
Dopo l’avventura con Alfa Romeo poi Kick Sauber e Mercedes come terzo pilota, il suo ritorno in un progetto ambizioso come Cadillac rappresenta una seconda giovinezza: il ruolo che gli viene chiesto non è più quello del comprimario, ma quello di una guida tecnica ed emotiva per una squadra che deve crescere rapidamente.
Tra i due nuovi piloti Cadillac, Sergio Perez rappresenta forse il caso più intrigante. Dopo aver vissuto un 2024 da dimenticare, il messicano ha ora l’occasione di trasformare una stagione deludente in un’autentica seconda vita sportiva.
Lo scorso anno, infatti, Perez ha chiuso solo ottavo in classifica piloti, il peggior risultato da quando correva per Red Bull. Dopo un avvio incoraggiante, con qualche lampo di competitività, il suo rendimento è rapidamente crollato: meno di 10 punti raccolti negli ultimi otto Gran Premi e un’assenza prolungata dal podio che ha pesato enormemente sul bilancio del team. Nonostante i tentativi di Red Bull di rianimare la sua stagione, con aggiornamenti mirati e supporto tecnico dedicato, la decisione è stata inevitabile: la separazione anticipata.
L’addio non ha risolto i problemi di Milton Keynes, anzi. I sostituti designati, prima Liam Lawson e poi Yuki Tsunoda, non sono riusciti a mantenere il passo, e Red Bull si è ritrovata a inseguire McLaren nella classifica costruttori. In questo contesto, le parole di Perez hanno assunto un peso particolare. Il messicano ha dichiarato ridendo nel podcast “Desde el paddock” che a Milton Keynes “in fondo sono molto pentiti” e di averlo saputo da una fonte “buona”, cioè vicina ai vertici della scuderia.
La sua riflessione mette in luce un aspetto spesso trascurato: la crisi non fu soltanto frutto dei suoi errori, ma anche il risultato di un ambiente carico di tensioni e dell’uscita di figure chiave come Adrian Newey, che hanno minato la stabilità tecnica della squadra.
La decisione di puntare su due piloti con esperienza, piuttosto che su giovani promesse, rivela una filosofia precisa: stabilità, affidabilità e leadership nello sviluppo.
In una Formula 1 in cui i debutti dei nuovi costruttori sono spesso segnati da difficoltà tecniche e organizzative, Cadillac preferisce affidarsi a chi conosce la pressione, le dinamiche dei top team e le sfide di lungo periodo. Bottas e Perez hanno vissuto all’ombra di campioni leggendari, ma proprio quell’esperienza li rende oggi preziosi per un progetto che non può permettersi passi falsi.
Se in passato i due piloti sono stati costretti a giocare ruoli secondari, in Cadillac diventano i punti di riferimento. È una sfida affascinante: trasformarsi da scudieri di Hamilton e Verstappen a piloti bandiera di un marchio storico che vuole scrivere la propria pagina in Formula 1.
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