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F1 2026, addio al DRS e vetture più leggere: guida al nuovo campionato

Pubblicato il 26 marzo 2026, 15:47 (Aggiornato il 26 marzo 2026, 15:45)
Il mondiale di Formula 1 2026 è il punto di svolta più radicale degli ultimi vent'anni. La massima categoria del motorsport si presenta con vetture completamente riprogettate, regolamenti stravolti e una griglia ampliata a undici squadre. Sono ventiquattro le gare in calendario, confermando questo come il campionato più lungo della storia al pari delle due stagioni precedenti, che si concluderà il 6 dicembre ad Abu Dhabi.
La rivoluzione tecnica che cambia il mondiale
Il cuore del cambiamento risiede nelle nuove power unit, che vedono una ripartizione paritaria tra motore termico e potenza elettrica. La componente termica scende da 550-560 kW a 400 kW, mentre l'MGU-K passa da 120 kW a 350 kW, con un aumento del 300% della potenza elettrica. Sparisce definitivamente l'MGU-H, il motore elettrico che recuperava energia dal turbo, componente costosa che ostacolava l'ingresso di nuovi motoristi.
I carburanti dovranno essere 100% sostenibili, mentre la parte termica resta un V6 turbo da 1600 cc. L'ingresso di Audi come team ufficiale con propria power unit, il debutto di Cadillac come undicesima squadra con motori Ferrari e il ritorno di Ford in partnership con Red Bull Powertrains segnano l'attrattiva commerciale del nuovo regolamento.
Le monoposto 2026 saranno più corte di 20 cm, più strette di 10 cm e peseranno circa 30 kg in meno, con un peso minimo fissato a 768 kg rispetto agli 800 attuali. La riduzione del carico aerodinamico tra il 20% e il 25% rispetto al 2025 renderà le vetture più scivolose e difficili da guidare, aumentando il rischio di bloccaggio in frenata e costringendo i piloti a modulare maggiormente l'acceleratore in curve che prima si affrontavano a tavoletta.
Anche le gomme Pirelli si sono adattate: la larghezza del battistrada è ridotta di 25 mm per le anteriori e 30 mm per le posteriori, con il diametro totale inferiore di 15 mm davanti e 10 mm dietro. La gamma resta articolata su cinque mescole, dalla C1 alla C5, riprogettate per minimizzare il surriscaldamento e ampliare i gap prestazionali.
Aerodinamica attiva: addio al DRS
La vera innovazione è rappresentata dall'aerodinamica attiva, che sostituisce il tradizionale DRS. Il sistema prevede due modalità: la Z-mode, configurazione standard ad alta deportanza per frenata e curve, e la X-mode, modalità a bassa resistenza in rettilineo con flap mobili sia sull'ala anteriore che posteriore. L'obiettivo è duplice: ridurre l'aria sporca generata dalla vettura che precede e garantire l'efficienza energetica del motore elettrico, che altrimenti esaurirebbe l'energia troppo velocemente.
Per i sorpassi entra in gioco il sistema Manual Override: se un pilota si trova a una certa distanza alla fine del giro, nel successivo potrà utilizzare l'MGU-K a piena potenza fino ai 337 km/h, invece dei normali 290 km/h. Chi difende bruciando energia in un punto specifico rimarrà svantaggiato nelle curve successive, garantendo a chi attacca nuove opportunità poco dopo.
Sicurezza potenziata e visibilità migliorata
Sul fronte della sicurezza, la struttura frontale è stata riprogettata per operare in due fasi: in caso di impatto violento si spezzerà solo metà della struttura, lasciando una quantità significativa attaccata al telaio. I carichi del roll hoop aumentano da 16 G a 20 G, mentre nuove luci di sicurezza sugli specchietti retrovisori lampeggiano quando la vettura è ferma in pista, specialmente se posizionata perpendicolarmente o sotto la pioggia.
L'antenna GPS è stata riposizionata per migliorare la sensibilità e i led delle paratie laterali dell'ala posteriore sono più visibili, tutti accorgimenti pensati per futuri sviluppi sulla sicurezza attiva.
Griglia ampliata e modifiche alle qualifiche
Con l'ingresso di Cadillac, la griglia passa da venti a ventidue piloti. Questo comporta un cambio regolamentare nelle qualifiche: nel Q1 e nel Q2 verranno eliminati sei piloti invece di cinque, lasciando comunque dieci vetture a contendersi la pole position nel Q3. Il format delle Sprint resta invariato con sei appuntamenti: Cina, Miami, Canada, Gran Bretagna, Olanda e Singapore.
Il calendario conferma le ventiquattro tappe, con l'uscita di Imola e l'ingresso di Madrid. Tra le novità più attese, il debutto della F1 nella capitale spagnola il 13 settembre, inserito tra Monza e Baku.
I favoriti secondo i bookmaker
Mentre i team si preparano alla sfida, gli esperti del settore hanno già individuato i loro favoriti. Secondo i siti dei migliori bookmaker, George Russell parte come principale candidato al titolo con quota 3, seguito da Max Verstappen a 4. Il campione in carica Lando Norris è quotato 5, mentre Oscar Piastri è a 6,5. Interessante la valutazione di Fernando Alonso a 11, la stessa quota di Charles Leclerc, segno di aspettative simili nonostante contesti tecnici differenti. Il giovane italiano Kimi Antonelli figura a 13, mentre Lewis Hamilton è più distante a 22.
Le quote riflettono l'incertezza tecnica: chi avrà interpretato meglio i nuovi regolamenti partirà con un vantaggio decisivo. La Mercedes sembra aver privilegiato l'affidabilità nei test, lasciando che fosse la specifica in uso sulla W17 di Antonelli e Russell a fare da banco di prova. Non è un caso che le due sostituzioni di power unit Mercedes durante i test siano avvenute proprio sul team ufficiale.
Un nuovo inizio per il circus
Il campionato 2026 segna l'inizio di un'era dove la gestione dell'energia e l'efficienza globale diventeranno gli arbitri del successo. I piloti dovranno familiarizzare con nuovi termini: modalità sorpasso, modalità boost, ricarica, aerodinamica attiva. Le squadre che hanno lavorato meglio sull'integrazione tra telaio e power unit partiranno avvantaggiate in una stagione dove le sorprese non mancheranno.
La McLaren difenderà il titolo costruttori conquistato dopo diciassette anni, mentre Norris, ultimamente al centro di chiacchiere lontano dalla pista, cercherà la conferma dopo aver strappato il mondiale piloti a Verstappen per soli due punti. Mercedes, Ferrari e Aston Martin sperano nella riscossa, mentre Red Bull punta sul binomio Verstappen-Hadjar per tornare a dominare. L'appuntamento è per l'8 marzo a Melbourne, quando le luci si spegneranno e tutte le domande troveranno risposta in pista.
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