F1 2026, ansie e speranze: Ferrari

Da un lato l'opportunità delle nuove normative, dall'altro lo spettro di una nuova rivoluzione: stagione importantissima per la Ferrari
F1 2026, ansie e speranze: Ferrari
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Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 16 febbraio 2026, 14:04 (Aggiornato il 16 febbraio 2026, 13:16)

Per i più i treni buoni passano una sola volta nella vita, ma non è necessariamente così. La Ferrari dei tempi moderni, ad esempio, qualche treno lo ha già perso, ma ancora non rinuncia all'idea che possa essere la volta buona. Certo non si può fare indigestioni di occasioni perse, e allora ecco che arriva il momento dell'adesso o mai più: la rivoluzione tecnica 2026 ha proprio questo sapore.

 

 

Le speranze: partire, ma soprattutto sviluppare, bene

Certo la faccenda cambia quando dall'astratto si passa al concreto: sarà pur vero che per la Ferrari, intesa come casa, ci sarà sempre il prossimo treno, ma non vale e non può valere per gli uomini che la compongono. E allora il treno del 2026 diventa una Freccia Rossa (il colore neanche a farlo apposta) da prendere al volo. Vale per Frédéric Vasseur, Charles Leclerc, Lewis Hamilton: sono arrivati qui con percorsi differenti, ma per tutti e tre il destino assumerà una forma chiara già nelle prime corse del nuovo campionato, per poi diventare definitivo con l'arrivo dell'estate. E' un'occasione per tutti, questo 2026, e la Ferrari farebbe bene a non farsela sfuggire. Da quando il Cavallino Rampante ha smesso di vincere titoli in F1, ci sono state quattro grosse rivoluzioni tecniche: 2009, 2014, 2017 e 2022. Due sono andate male (le prime due) e due sono andate bene (le ultime due), se ci limitiamo ad analizzare l'approccio iniziale.

 

 

Questa, di rivoluzione, assomiglia prevalentemente a quella di 12 anni fa, con cambiamenti profondi sia in fatto di aerodinamica che di motori: ma il concetto di base resta che la Ferrari, oltre che partire bene, dovrà anche sviluppare bene, cosa che a Maranello non è mai scontata, almeno guardando il recente periodo. Insieme alle speranze legate ad una macchina (e ad un propulsore) all'altezza da subito, insieme all'imperativo di progredire tanto e bene, sfruttando l'enorme curva di apprendimento che le nuove F1 offriranno nel corso del primo anno di questo nuovo ciclo, c'è la volontà di far sentire finalmente Lewis Hamilton a casa: Hammer e la Rossa sembravano due corpi estranei anche alla fine dello scorso mondiale e una situazione del genere non sarà più accettabile. Leclerc invece è sempre Leclerc, ancora speranzoso di ottenere una bella macchina: un'altra speranza è quella di non perdere il treno di Charles.

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