Test Sakhir-1, Ferrari: tanti chilometri, buone sensazioni, ma basso profilo

La Rossa ha girato molto, introdotto pezzi nuovi, confermato le buone sensazioni di Barcellona: il profilo però resta basso, perché è troppo presto per sbilanciarsi
Test Sakhir-1, Ferrari: tanti chilometri, buone sensazioni, ma basso profilo
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 14 febbraio 2026, 09:35

E' un passo in avanti rispetto a Barcellona, ma quantificare è impossibile. Tuttavia, la certezza è che la Ferrari non è disperata dopo la tre giorni di test di Sakhir: troppo presto per spingersi a fare griglie di partenza virtuali, diciamo solo che la materia prima sembra buona per poterci lavorare.

 

 

Affidabilità al top

La certezza più lampante è che questa è una Ferrari solida, affidabile: tantissimi giri tra la Spagna ed il Bahrain, con la Rossa che si trova in testa alla classifica del chilometraggio dopo due delle tre sessioni di prove invernali in programma. Questo è l'unico dato certo al 100%, perché su tutto il resto è giusto mantenere un margine di dubbio, comprese le simulazioni di gara: il ritmo tenuto da Leclerc (giovedì pomeriggio) ed Hamilton (venerdì pomeriggio) è stato incoraggiante, ma non abbastanza per spingersi a frasi ottimistiche e men che meno trionfali. I tempi non dicono ancora tutto, in questa fase di stagione: la prestazione la si può mascherare senza troppi problemi, date le tante incognite che ci sono. "Se l'anno scorso avevamo due o tre cose per mascherare la performance, quest'anno ne abbiamo quindici", raccontava molto sinceramente Leclerc, uno che è parso molto guardingo nel rilasciare dichiarazioni positive.

Non ci sono, o almeno non sembrano esserci, criticità di sorta su questa Ferrari SF-26 capace di mettere insieme 421 giri in tre giorni. Anche lo stop a meno di un quarto d'ora dal termine, nella serata di venerdì, non spaventa: c'è stato un guaio con il pescaggio della benzina, ma nessun problema di tenuta del motore. A proposito di motore, altro dato positivo: la Ferrari ha usato la stessa PU di Barcellona, superando l'esame sia a livello di chilometraggio che di temperature, dato che nel Golfo Persico le temperature erano superiori (e più probanti) rispetto a quelle della Catalogna due settimane fa.

 

 

Prestazione ancora da inquadrare

A livello prestazionale, come detto, è presto per sbilanciarsi. In alcuni stint i tempi della Rossa andavano ad aumentare, svelando una difficoltà di tenuta delle gomme; tuttavia, nelle simulazioni complete di GP, i tempi sono stati interessanti. Certo è difficile il confronto con la concorrenza, proprio perché tra mappature del termico, software e carichi di benzina è impossibile consocere le esatte modalità del test. Visivamente la SF-26, va detto, non sempre è stata buona come McLaren e Red Bull, molto precise sull'anteriore, mentre la Rossa lamentava (soprattutto mercoledì mattina, con Hamilton) una certa instabilità al posteriore: difetto mitigato nel corso della tre giorni di Sakhir, con la SF-26 che però non ha smesso di essere, in certe curve, leggermente più sottosterzante delle due rivali sopracitate.

 

 

In attesa di una SF-26 ulteriormente evoluta

Positivo anche aver portato già i primi pezzi nuovi, tra un diffusore ritoccato, un nuovo fondo e un'ala anteriore rivista nel flap superiore. Il Cavallino Rampante la prossima settimana dovrebbe portare altri pezzi, avvicinandosi alla configurazione con cui affronterà il primo GP della stagione. Fin qui il lavoro è stato impeccabile: massimizzati i chilometri, rispettati i programmi, problemi di fondo non emersi. Il prossimo test, il terzo e più importante di tutti, aiuterà a mettere un po' più a fuoco il quadro, senza la pretesa di essere esaustivo. La Rossa ci arriva con una certa fiducia, ma pure con un basso profilo: è troppo presto per parlare.

 

 

 

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