L'America è lontana

Herta fa fatica addirittura in F.1, Palou e O'Ward sono contenti di restare in Indycar. L'epoca dei grandi passaggi di categoria vive una lunga fase di stasi...
https://www.google.com/preferences/source?q=autosprint.it, as
L'America è lontana

Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 14 agosto 2026, 15:20

Ma chi dà veramente da pensare è Colton Herta. Il 26enne californiamo, forte di nove vittorie e venti piazzamenti a podio in Indycar e stimatissimo da Mario e Michael Andretti, quest’anno si sta impegnando in Formula 2 nelle file del team Hitech, al preciso scopo di ottenere la superlicenza per la Formula 1, presupposto per poter correre per la Cadillac, in chiave F.1 2017, il suo vero target di riferimento. 

Herta, la stagione in F.2 è più difficile del previsto

Ebbene, dopo 18 gare F.2, tra sprint e feature, il ruolino non è catastrofico ma quasi, visti i trascorsi. È vero, per la maggior parte dei weekend Colton non conosce le piste e comunque non va trascurata la difficoltà ad adattarsi a una categoria che non ha nulla a che vedere né con l’indycar né la con la F.1.

Tuttavia è triste rilevare che lo stesso Herta non sia risuscito a far meglio di un quinto posto nella sprint in Barcellona, per un totale di cinque miseri piazzamenti a punti che lo vedono attualmente al sedicesimo posto in classifica generale, con solo 16 punti conquistati. Praticamente, un mezzo disastro. E dire che per lui quest’anno doveva rappresentare una pura formalità, una semplice pratica da compilare in attesa di lanciarsi nei Gran Premi, saggiando a singhiozzo la terza Cadillac.

E così a oggi, rispetto al passato, la IndyCar sembra stia perdendo quasi completamente il ruolo di possibile serbatoio per la massima formula, mentre resta verissimo il contrario. Sono tutt’altro che infrequenti, infatti, i tentativi di rilancio in America di ex piloti di F.1, quali Marcus Ericsson, vincitore della Indy 500 nel 2022, Alexander Rossi, a sua volta al top a Indy nel 2016, Takuma Sato,  re nella maratona dell’indiana nel 2017 e nel 2020, oltre a Romain Grosjean e a Mick Schumacher, gli ultimi due per ora tutt’altro che soddisfatti e gratificati, specie il figlio di Michael, alla prima stagione nella categoria, anche se il tedesco è riuscito finalmente a entrare per la prima volta in top ten, grazie a un recente ottavo posto a Nashville.

Mansell e Villeneuve, quando IndyCar e Formula 1 erano davvero collegate

Sfoglia le pagine per continuare a leggere (2/3).

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading