Ecco le più clamorose panzane della F.1

La Formula 1 celebra record di pubblico e nuove regole, ma la storia racconta altro: contano le emozioni, non i numeri
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Ecco le più clamorose panzane della F.1
© Getty Images

Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 3 agosto 2026, 09:56

A proposito di F.1 e affermazioni tipo sciroppo dell’eterna giovinezza, da anni assistiamo a una pantomima che penso sia ora di analizzare, decodificare e destrutturare una volta per tutte. A partire dalla salmodiante, autocelebrativa e fastidiosa ripetizione del numero di spettatori per weekend di Gp.

Trecentomila, quattrocentomila, cinquecentomila e tutto il cucuzzaro. Ogni volta viene annunciato un nuovo record, quasi che, ovunque s’annidi un Gp, convengano le genti, ammaliate dal sibilo delle peraltro inascoltabili power unit semielettrificate come bimbi tonti alle note del pifferaio magico. 

E poi è tutto un florilegio di inquadrature di vip, quasi vip, attoroni, attoretti, attrici, sciacquette e sfigati rigurgitati dai social, al grido di: wow, grazie al nostro wonderful job, finalmente la gente che conta viene a vedere la F.1, che è glam, up, chic e non più isolata, specialistica e solo per vecchi scemi fissati di brum brum.

Il pubblico della Formula 1 c'è sempre stato

Ah sì? Beh, tanto per cominciare, il pienone ai Gp c’è sempre stato. Da una vita. Per un motivo molto semplice. Perché la F.1 tira. Come tirano il mare, il Colosseo, Miss Mondo, le Dolomiti o Acapulco. Il primo Gran Premio della storia iridata, a Silverstone 1950, la domenica vide a bordo pista più di 120.000 persone entusiaste e sulle tribune presenti re Giorgio VI, la regina madre Elizabeth Bowes Lyon, la principessa Margaret, Lord Louis Mountbatten ed Edwina Ashley. Della serie, altro che il giro medio di sciacquavasi di adesso.

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