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Cassidy tra Formula E e WEC: la sfida della prima Le Mans in Hypercar

Lorenzo Lucidi
Pubblicato il 13 giugno 2026, 11:27
Dalla Nuova Zelanda a Le Mans, passando per le piste di mezzo mondo e una lunga lista di categorie a ruote coperte e non. Quella di Nick Cassidy è una carriera davvero variegata, oltre che ricca di successi: dopo il percorso in kart e nei campionati locali neozelandesi, il classe 1994 è approdato nella Formula 3 europea e nella Eurocup Formula, passando poi alla 24H Series, alla Super Formula giapponese (vinta nel 2019) al Super GT e al DTM tedesco. Dopo un’esperienza in IMSA e nella Asian Le Mans Series, Cassidy ha fatto il suo debutto in Formula E con Envision Racing, e alternandosi tra la serie elettrica e i campionati gran turismo.
Cassidy e la prima Le Mans in Hypercar
Oggi, Nick si prepara ad affrontare una delle sfide più impegnative della sua carriera, ovvero la 24 Ore di Le Mans al volante dell’Hypercar Peugeot numero #93, in equipaggio insieme a Paul di Resta e Stoffel Vandoorne. Per il pilota neozelandese quella di Le Mans non sarà un’esperienza completamente nuova – la sua prima partecipazione risale al 2022 con una Ferrari 458 GTE condivisa con Castellacci e Flohr – ma per lui sarà la prima volta alla Sarthe al volante di una vettura della top class.
Autrice della pole position a Spa a maggio, la Pugeot 9X8 non è la favorita di questa edizione della 24 Ore, come ammesso anche dal team principal Emmanuel Esnault. Ma la squadra francese, nel 100° anniversario della sua prima partecipazione alla Le Mans, è pronta ad approfittare di ogni occasione e a massimizzare il risultato in una gara che sa essere imprevedibile dal primo all’ultimo minuto.
“Emozione particolare per Le Mans? Onestamente, è stato un periodo dell’anno così intenso che non si ha davvero il tempo di pensarci – ci ha raccontato Cassidy nel pieno del periodo di preparazione alla gara più impegnativa della stagione del WEC – Dobbiamo continuare a lavorare normalmente, poi immagino che l’emozione arriverà”.
Esperienza importante, occhio a meteo e doppiaggi
Nella “ricetta” per una buona Le Mans, Nick mette al primo posto una buona affidabilità. Inoltre “non puoi subire danni – spiega – perché hai bisogno delle prestazioni della vettura per tutte le 24 Ore. E anche la strategia è molto importante. Poi c’è anche il meteo, le altre vetture, la gestione del traffico delle GT e delle LMP2. Penso che Le Mans sia una gara così impegnativa proprio perché ci sono così tante cose che potrebbero andare storte. Non c’è un aspetto in particolare che mi preoccupa, ma è necessario che molte di queste cose vadano per il verso giusto” osserva il neozelandese.
E sull’esperienza nelle varie categorie, Cassidy ritiene che aver corso in passato in molte categorie possa essere utile in ottica Le Mans: “Provengo da un background di esperienze molto diversificate – spiega ancora Cassidy – e credo fermamente sia importante e utile. Ma penso anche che quando hai una struttura di 6 piloti (i tre della vettura #93 e i tre della gemella #94, n.d.r.) non serve che tutti siano esperti. Quello serve soprattutto per la capacità di sviluppare la macchina o identificare cosa è importante per le prestazioni, ed è qualcosa che si impara col tempo”.
Dopo il debutto a Imola al volante della Hypercar Puegeot, terminato lontano dalla top 10, Cassidy e i suoi compagni della #93 hanno ottenuto i primi punti stagionali in Belgio, con il settimo posto finale. Nel frattempo, Nick sta continuando anche la sua esperienza al volante della Citroën Racing di Formula E, con la quale ha vinto la gara in Messico e ottenuto due podi in Brasile e Germania.
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