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24 Ore Le Mans 2026, l'anteprima: caccia aperta alla Ferrari

Pubblicato il 9 giugno 2026, 11:35
Non c’è due senza tre, ed il quattro… beh, c’è chi fa gli scongiuri e chi invece si aggrappa al detto. Perché la Ferrari va a Le Mans per il poker dopo il tris di 24 Ore vinte in tre anni di fila, tutte con una vettura diversa. La grande epopea della 499P, perché di epopea si tratta, non è detto che sia finita, ma di sicuro sarà tostissimo calare un poker che renderebbe ancor più leggendaria questa cavalcata della Ferrari sul circuito de la Sarthe.
Ferrari e l'anzianità: caccia aperta
Questo perché Le Mans è sempre un’opportunità, per tanti. Anzi, per tutti: perché 24 ore possono spaventare e far male a chiunque, ma possono pure offrire un’occasione a chiunque. E dopo la favola degli ultimi tre anni, è pure normale immaginare che ci sia qualcuno disposto a vendere cara la pelle nella corsa che vale una stagione. Soprattutto quest’anno, con la 499P nell’inedito ruolo di “anziana” della griglia: perché la Rossa non ha ritoccato la sua vettura e questo rappresenta un’occasione per gli altri, che invece sono intervenuti sulla macchina.
Vale per la Toyota, disposta a riprendersi un trono che manca dal 2022. Ma vale anche per una Cadillac (che schiererà tre vetture: due al solito col team Jota ed una col Wayne Taylor Racing) in pole nel 2025 e migliorata nell'efficienza aerodinamica, per una Alpine rinnovata e migliorata, vale soprattutto per una BMW cresciuta enormemente anche lei e che arriva in Francia forte della doppia leadership in classifica, Piloti e Costruttori. Certo, c’è il sospetto del BoP nascosto: dunque difficile parlare per valori assoluti, ma a maggior ragione questo rappresenterà un altro interrogativo alla vigilia della gara dell’anno. Le altre, ovvero Peugeot, Aston Martin e Genesis, restano sullo sfondo: ma cercheranno anche loro un'opportunità.
BoP e gomme
Il Balance of Performance a Le Mans, lo ricordiamo, è in mano non alla FIA ma all'ACO. Quest'ultima, storicamente, si è sempre basata più sui dati in sede di omologazione e meno sui riscontri delle gare, ed ha la facoltà di intervenire nel corso del weekend per correggere i dati, non solo dopo i test di domenica già archiviati ma anche prima della gara. Ecco perché fare pronostici è sempre azzardato, mentre da un punto di vista tecnico la ricetta del Circuit de la Sarthe resta la stessa.
A Le Mans serve carico per l’ultimo settore e tanta velocità sul dritto, dunque un buon compromesso a livello di efficienza aerodinamica; ma conta tantissimo pure l’aspetto meccanico, tra la capacità di assorbire bene i cordoli e la capacità di scaricare a terra la potenza, soprattutto all’inizio dei principali allunghi. Una variabile saranno le gomme, nella versione 2026: gestione, utilizzo e sfruttamento saranno alla base della prestazione, ricordando che il prodotto Michelin di quest’anno ha una finestra di utilizzo più ampia e soprattutto una fase di riscaldamento meno critica: sarà un tema, soprattutto nel corso dei pit-stop tra sera, notte e primo mattino, quando le temperature calano.
La preparazione: tanti test per tutti
Già nei test di domenica si è visto tutto l'interesse nel testare nella maniera più approfondita le gomme. Ferrari, per dire, ha lavorato sodo con Soft e Medium, mentre la Toyota ha messo alla frusta le Hard: i tempi fatti segnare dalle nipponiche con quella mescola sono stati di primo livello. I test di domenica 7 giugno sono stati un po' le prove generali dopo una lunga preparazione che le case hanno portato avanti ognuna per conto suo. La Ferrari ha lavorato tra simulatore e Fiorano, Toyota e BMW si sono preparate a Spa, Cadillac ha girato a Silverstone mentre l'Alpine, alla sua ultima Le Mans prima del ritiro, ha raccolto dati tra Paul Ricard e Magny-Cours.
Ritorni e novità
Alla 24 Ore di Le Mans 2026, edizione numero 94 della leggendaria corsa francese, debutterà la nuova qualifica, più simile alla F1: dopo una prima sessione di qualifica ci sarà la Hyperpole 1, cui avranno accesso i migliori 15; dopodiché, per la top 10 ci sarà la Hyperpole 2, quella che assegnerà l'effettiva pole position. Vale per tutte le categorie, ed a proposito di categorie è bene ricordare come in Francia tornano ad essere tre le classi: oltre a Hypercar e LMGT3, tornano le LMP2, comprensive anche del sottogruppo delle LMP2 “Pro-Am”. In tutto saranno 62 le vetture al via, per una 24 Ore di Le Mans che come sempre regalerà battaglia in ogni categoria.
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