24 Ore del Nürburgring: dominio BMW, record Ferrari, intemperie e la curva Sabine

Numeri, statistche e curiosità sulla 24 Ore del Nürburgring, dal 1970 a oggi tra trionfi italiani, edizioni saltate e record di brevità
24 Ore del Nürburgring: dominio BMW, record Ferrari, intemperie e la curva Sabine
© Ferrari

Lorenzo LucidiLorenzo Lucidi

Pubblicato il 15 maggio 2026, 16:56

Era il 1970 quando fu disputata, per la prima volta, la 24 Ore sul circuito del Nürburgring. Una gara destinata a diventare una classica per gli appassionati più irriducibili, e che nel corso dei decenni ha richiamato decine di Costruttori, centinaia di squadre, migliaia di piloti e soprattutto una moltitudine di spettatori, disposti a sfidare la pioggia, il freddo e perfino anche la neve pur di godersi uno spettacolo unico al mondo.

Germania batte resto del mondo

La prima edizione della 24 Ore sulla pista dell’Inferno Verde – soprannome che lascia ben intendere le molteplici insidie del tracciato – fu vinta dal duo formato da Hans-Joachim Stuck e Clemens Schickentanz al volante della BMW 2002 ti. Il primo di una lunghissima serie di successi della Casa bavarese, che ad oggi ha vinto ben ventuno edizioni, inclusa quella del 2025 con la M4 GT3 condotta da Augusto Farfus, Jesse Krohn, Raffaele Marciello e Kelvin van der linde. Un dominio, quello di BMW, talvolta incontrastato, come nel periodo compreso tra il 1989 e il 1992 in cui la Casa dell’elica si aggiudicò ben quattro edizioni consecutive con la M3, e tra il ‘70 e il ‘73, con 2002 ti, 2800 CS e 3.0 CSL.

Per quanto il ruolo di assoluta protagonista tra i saliscendi del Nordschleife l’abbia giocato indubbiamente BMW, le altre Case tedesche non sono rimaste a guardare. Statistiche alla mano, Porsche vanta ben 13 vittorie assolute, Audi 7 e Mercedes 2. E non manca neppure un’affermazione della Opel, nel 2003 con la Opel Astra dotata di motore V8.

‘Ring a stelle e strisce

A spezzare il predominio dei tedeschi in casa loro sono stati gli americani della Ford, con la Escort di Kummie/Mauer/Vogt nel 1979. Un’altra Escort fece il bis nell’80, per poi passare il testimone nel biennio 1981-82 alla Capri. Ceduto di nuovo lo scettro alla BMW, la Ford torna alla vittoria assoluta nel 1987, con la Sierra Cosworth, che peraltro segna anche il primo successo alla 24 Ore del Nürburgring di una vettura dotata di motore turbo.

Scorrendo avanti con gli anni e arriviamo al 1999, con un altro successo di un modello inequivocabilmente yankee: la Chrysler Viper GTS-R gestita da Zakspeed, che si ripeterà poi nel 2001 e nel 2002. Sarà, per oltre due decenni, l’ultima vittoria di un’auto non tedesca alla 24 Ore.

Ferrari da record

Per vedere di nuovo spezzata l’egemonia delle vetture di casa bisogna aspettare il 2023, quando ad affermarsi è la Ferrari 296 GT3 di Frikadelli Racing, guidata in gara da Bamber, Catsburg, Fernandez e Pittard. Si tratta del primo successo di una Ferrari e in generale di una vettura italiana, ma non solo: in quell’occasione, la 296 segna due nuovi importanti record tuttora imbattuti.

Il primo è relativo alla distanza di gara, di ben 162 giri, con una media di 170,456 chilometri orari. Il secondo riguarda invece il record sul giro, segnato in appena 8 minuti, 8 secondi e 9 millesimi, con una media di 187,212 km/h. A ottenerlo è la Ferrari di Rinaldi Racing, poi arrivata settima al traguardo. Nel 2026, la responsabilità del Cavallino Rampante è affidata all’unica 296 GT3 Evo26 iscritta, la #45 affidata a Perell/Masrschall/Vermeulen/Neubauer, qualificata quinta alle spalle della Mercedes di Verstappen.

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