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Verstappen, inseguendo Lauda: Niki unico iridato F1 a vincere la 24 Ore del Nurburgring

Pubblicato il 15 maggio 2026, 14:09 (Aggiornato il 15 maggio 2026, 12:25)
Chissà quante cose avrebbero avuto da raccontarsi, se solo l'esistenza avesse concesso più tempo a Niki Lauda. Lui che sul Nordschleife ci ha quasi rimesso la vita, lui che all'epoca dell'incidente aveva il record della pista e che di quella pista si è portato dietro, per sempre, le cicatrici, chissà che cosa direbbe oggi a Max Verstappen. L'olandese si appresta ad una epocale partecipazione alla 24 Ore del Nurburgring, e sfida la storia: Niki Lauda, ad oggi, è l'unico campione del mondo di F1 capace di vincere la 24 Ore tedesca.
Lauda e Verstappen, 10 anni dopo
Niki Lauda lo ha visto sbocciare, a Max Verstappen, ma non lo ha visto realizzarsi. Eppure c'era, quel 15 maggio 2016, esattamente 10 anni fa: era il giorno in cui il giovanissimo Max, al debutto sulla Red Bull, andava a prendersi il primo successo della carriera; divenne il più giovane vincitore di sempre, record tuttora imbattuto.
Niki Lauda, prima di andare a catechizzare Hamilton e Rosberg (colpevoli di essersi buttati fuori a vicenda), ebbe tempo di celebrarne l'impresa, senza mancare di sottolineare la formazione di papà Jos (dura, ma fruttifera) e la chiamata di Helmut Marko, che dimostrò a tutti di avere ragione: "Posso solo - disse Niki - togliermi il cappello (e lo fece davvero in diretta tv, ndr).
Max è il talento del secolo. Non ho mai visto nessuno nelle corse che cambia macchina e vince subito una gara. Non è mai successo prima. E dico che non accadrà più, dato quello che questo giovane ragazzo ha appena compiuto: ha da poco preso la patente, ha controllato tutti, ha vinto la corsa. È un traguardo incredibile".
Niki e l'edizione 1973
Non sarebbero mancate, tra Niki e Max, pure delle frecciatine mediatiche: era l'epoca di "Mad Max", talento ribelle la cui voglia di emergere a volte sconfinava nell'eccesso. Ma che fosse un talento cristallino Niki Lauda se ne accorse subito, e chissà che gli direbbe, oggi, a vederlo tuffarsi in un'avventura come la 24 Ore del Nurburgring. Di certo nessuno come Lauda potrebbe dire cosa sia stato e per certi versi cosa sia tutt'oggi il 'Ring, l'Inferno Verde che lui vide più da vicino di chiunque altro, con quell'incidente del 1976 (ad agosto saranno 50 anni esatti).
Niki il Nordschleife lo ha affrontato da campione del mondo di F1, ma lo affrontò anche da 24enne semi-sconosciuto: quando vinse l'edizione del 1973 in coppia con il tedesco Hans-Peter Joinsten su BMW 3.0 CSL del team Alpina, aveva alle spalle poco più di un anno di F1 ed ancora non era "Niki Lauda", ma solo uno dei tanti giovani che volevano provare a sfondare. Peraltro, Niki effettivamente non vinse una "24 Ore": vinse una gara che si disputò in due tranche da 8 ore ciascuna.
Chiacchiere immaginarie
Max Verstappen invece fa il percorso contrario. Affermatissimo in F1, in nome di una pura passione accetta la sfida del 'Ring, inseguendo una vittoria che avrebbe del clamoroso. Non ha mai nascosto la sua passione per le GT Max, e nemmeno per le gare di durata.
Forse non avrebbe bisogno di chiedere consigli a Niki Lauda, ma per chi parla la stessa lingua due chiacchiere sono sempre ben accette. Magari senza chiedere consigli e permessi, ma semplicemente per scambiare impressioni, dirsi come siano cambiate le cose e le macchine in questi cinquant'anni. Non è cambiata lei, la pista, questo Nordschleife che fa ancora paura, oggi come allora.
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