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24 Ore del Nürburgring: dominio BMW, record Ferrari, intemperie e la curva Sabine

Lorenzo Lucidi
Pubblicato il 15 maggio 2026, 16:56
Tanta Italia al ‘Ring
La vittoria della Ferrari 296 nel 2023 non è l’unica ad aver portato in alto il Tricolore nell’Inferno Verde tedesco. Nel corso degli anni, infatti, piloti e team italiani hanno ottenuto risultati di grande rilevanza, con ruoli da assoluti protagonisti.
La prima di queste grandi prove risale al 1989, quando a ottenere il successo al volante di una BMW M3 fu l’italiano Team Bigazzi, che nella propria formazione schierava Emanuele Pirro – di lì a poco debuttante in Formula 1 con la Benetton – e Roberto Ravaglia, che in quello stesso anno si sarebbe laureato campione del DTM (il competitivo campionato turismo tedesco). Lo stesso Team Bigazzi farà poi il bis nel 1992, sempre con la BMW M3, e nel ‘95, con la BMW 320i condotta ancora una volta da Ravaglia.
Nel 2021 è ancora un italiano a salire sul gradino più alto del podio: si tratta del giovanissimo comasco Matteo Cairoli, alla guida della Porsche 911 GT3 R di Manthey Racing insieme a Michael Christensen e Kévin Estre. Infine, nel 2025, il successo di Raffaele Marciello, sia pure con licenza svizzera.
Una storia lunga e accidentata
Seppure sia diventata una classica imperdibile per piloti e tifosi, la 24 Ore del Nürburgring ha comunque vissuto alcune battute d’arresto per ragioni di forza maggiore. Nel 1974 e ‘75 le edizioni in programma non furono svolte a causa della crisi petrolifera che attanagliava il mondo a causa della chiusura del canale di Suez, mentre la gara del 1983 saltò per via di lavori al circuito.
Anche in tempi più recenti non sono mancati inconvenienti, come l’interruzione di due ore dell’edizione 2025, causata dalla mancanza di corrente.
Davvero frequenti, invece, sono le interruzioni causate dalle condizioni meteorologiche avverse: gli oltre 20 chilometri del ‘Ring sono spesso bersaglio di nebbia, scrosci di pioggia, talvolta grandine e perfino neve, che rendono impossibile gareggiare in sicurezza. In particolare nel 2024, a causa della nebbia, la gara è stata interrotta per ore, rendendo la 24 Ore di quell’anno la più breve in assoluto: appena 50 giri completati dai vincitori a bordo dell’Audi R8 di Scherer Sport PHX. Per fare un confronto, l’anno prima i giri percorsi furono ben 162. In pratica, meno di un terzo della distanza pronosticata.
La Regina del Nürburgring
Impossibile infine non citare poi l’unica donna ad aver vinto non una ma ben due edizioni della 24 Ore tedesca: Sabine Schmitz, vincitrice nel 1996-97 sulla BMW M3 E36 gestita da Schleid Motorsport. Nata ad Adenau, a due passi dal Nordschleife, era diventata famosa in tutto il mondo come pilota di “Ring Taxi”, accumulando nel corso del corso della sua carriera oltre 30mila giri sull’Inferno Verde e guadagnandosi meritatamente il soprannome di “Regina del Nürburgring”.
Scomparsa nel 2021 a causa di una lunga malattia, a Sabine è stata dedicata una curva del suo amato Nordschleife, battezzata Sabine-Schmitz-Kurve.
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