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6 Ore Spa, Ferrari: un podio figlio della tenacia

Pubblicato il 10 maggio 2026, 10:54
E' un altro mondo rispetto al 2025, ma questo la Ferrari lo aveva già capito ad Imola. E' un altro mondo rispetto a dodici mesi fa, per una 499P che non giocandosi joker di sviluppo sapeva di rendere la difesa al trono ancora più complessa; ma è comunque il mondo che l'ha incoronata nello scorso novembre ed è un mondo che la Ferrari vuole continuare a guardare dall'altro.
Gare come la 6 Ore di Spa 2026 sono funzionali all'obiettivo, perché di dominare quest'anno non se ne parla. Serve più l'elmetto, rispetto al farfallino con cui la Rossa riusciva a dominare dodici mesi fa, quando si apprestava a fare filotto tra Losail e Le Mans. Quest'anno non è così, non è stato così per una Rossa che però si è riscoperta pratica, nonostante qualche sbavatura: un 3° posto con la n.50, un 6° con la n.83 ed un ritiro senza colpe per la n.51.
Gara non immacolata, ma la 499P c'era
Non è stata una 6 Ore di Spa facile, per la Rossa. Ma è stata comunque una gara giocata bene, sgomitando, ed andando a prendersi di forza un risultato che avrebbe complessivamente potuto essere anche migliore, se non ci fossero stati episodi sfavorevoli. Nulla ha potuto Alessandro Pier Guidi, quando è stato centrato alla Source dalla BMW M4 GT di Farfus, costringendolo al ritiro; impotente si è sentita la Ferrari con quel dado che non voleva saperne di uscire alla seconda sosta della n.50, mentre Molina lasciava il volante a Nielsen: chissà come sarebbe andata, senza quell'intoppo che è costato tanti secondi e forse un piazzamento ancora migliore. Ma questa non è la Ferrari degli alibi, bensì della praticità: e allora è toccato prima a Nielsen e poi a Fuoco ricostruire quanto fatto in precedenza da Molina, che era risalito con eleganza fino alla zona podio. Il passo c'era, soprattutto a pista libera: un'altra cosa rispetto ad una qualifica andata male, come mai era successo alla Ferrari tra le Ardenne. In gara invece c'è stato il passo e c'è stata la tenacia di una Ferrari che non si è arresa, nonostante tutto.
BoP non benevolo?
Mentre la n.51 si è presa sostanzialmente a ruotate con la BMW, la n.50 è risalita bene e proprio contro la BMW si è giocata il podio. Nel duello ravvicinato tra Magnussen e Fuoco, sono stati evidenti i limiti della 499P: la Rossa ne aveva di più nel guidato del secondo settore, ma faticava in trazione e soprattutto nelle velocità di punta, quando non bastava stare in scia agli avversari (non solo la BMW). Sono limiti, però, che è molto più facile ricondurre ad un BoP non benevole che non alle caratteristiche del progetto: la 499P in Belgio è andata forte sin dalla prima edizione cui ha partecipato (2023) e si fa fatica ad immaginare un Cavallino Rampante che di colpo ha perso lo smalto. Si può azzardare che sia colpa di un Balance of Performance che ha limitato il potenziale della Hypercar di Maranello, aggiungendo al massimo un altro pensiero: magari la stessa Rossa, temendo di essere vittima di un BoP ancora più penalizzante, si è tenuta qualcosa per Le Mans?
Tre lunghezze guadagnate a Toyota
Già, Le Mans. La gara che vale una stagione, la gara che finora la Ferrari non ha mai perso da quando ha messo in pista la 499P. Quest'anno ripetersi pare ancora più difficile, come ogni volta che un progetto fa filotto; a maggior ragione quest'anno, con una concorrenza aggueritissima tra stato di forma e sviluppi ed una Ferrari che sia ad Imola che a Spa ha dato l'impressione di non avere dalla sua parte la tabella del BoP. Ma inutile discuterne, di un qualcosa di cui non possiamo sfogliare le sfaccettature: meglio ricordare che per prima cosa occorrerà essere impeccabili, e poi vedere come andranno le cose. Ciò che è certo, è che dalla gara che vale una stagione passa anche la stagione in sé: perché in una classifica molto compatta, i punti assegnati alla 24 Ore (doppi rispetto ad una 6 Ore) peseranno tantissimo anche nell'economia del Mondiale. In Belgio la Ferrari ha rosicchiato 3 punti nel Costruttori alla Toyota, che resta la prima rivale. Sì, è proprio un altro mondo rispetto all'anno scorso: toccherà contare anche i punticini, perché sembra un WEC 2026 che vivrà di equilibrio forse mai visto prima.
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