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6 Ore di Spa: storica doppietta BMW! Ferrari n.50 sul podio

Pubblicato il 9 maggio 2026, 20:29
E' storia, per la BMW. Doppietta per la casa tedesca nella 6 Ore di Spa, una corsa vissuta tra sussulti, safety car ed una fuga finale di Frijns, mentre Magnussen metteva al sicuro la doppietta difendendosi da Fuoco, con il quale la Ferrari è riuscita a terminare sul podio una gara rimasta combattuta fino alla fine.
In GT, beffa per la Ferrari: la n.21 è prima sul traguardo, ma quarta dopo una penalità: vittoria alla McLaren n.10 del team Garage 59, sul podio la Aston Martin n.27 di Heart of Racing e la Porsche n.92 del team Manthey.
Tutto questo, di fronte ad un pubblico che ha raggiunto la cifra di 101.606 spettatori, un numero incredibile.
BMW fa la storia
Per la M Hyrbid V8 è arrivato il tanto sospirato successo, peraltro nella gara di "casa": ricordiamo che le due LMDh targate BMW sono gestite dal team WRT, belga. Al debutto assoluto nella 24 Ore di Daytona 2023, la Hypercar tedesca aveva debuttato l'anno successivo nel WEC, dove è riuscita a fare centro al 18° tentativo. Una corsa ricca di spunti, tra cui quello di una BMW che non ha esitato, nelle ultime due ripartenze, a mettere in atto un sacrosanto gioco di squadra: Frijns davanti a scappare, Magnussen dietro a tamponare, con tutta la sua grinta, i tentativi di Ferrari (Fuoco), Toyota (Kobayashi) e Aston Martin (Gamble) di prendersi il podio. Stupendo il risultato della BMW, che non ha esitato a giocare con la strategia (una sosta in meno per la n.15, seconda al traguardo), esaltando una macchina che si è ben comportata benissimo su circuito delle Ardenne. Una 6 Ore di Spa dunque che segna una giornata storica per la casa di Baviera, che si ritrova addirittura al comando della classifica Costruttori.
Tra gli altri, podio per la Ferrari con la n.50, davanti ad una Aston Martin che con il 4° posto della #007 coglie il miglior risultato dal debutto nel WEC. In top 5 la Toyota n8, poi la Ferrari n.83, la Peugeot n.93, la Genesis n.17, la Cadillac n.12 e la Toyota n.8. Da segnalare, dunque, i primi punti per la Genesis appena alla sua seconda gara.
Tre safety car nelle ultime due ore!
In una corsa che non ha risparmiato nulla tra duelli e toccate, sia in Hypercar che in GT3, ci sono stati due momenti di svolta principali: il botto tra la Peugeot n.94 (Jakobsen) con una Mercedes GT (Cressoni) a Les Combes (a poco più di due ore dalla fine), e poi quello ad un'ora dalla conclusione, tra la BMW M4 n.32 (Farfus) e la Ferrari n.51 (Pier Guidi). Nel primo caso Jakobsen, incolpevole, non ha potuto evitare una GT che si è intraversata davanti a lui, mentre nel secondo caso l'italiano è stato centrato da Farfus dopo un suo errore in frenata. In entrambi i casi, comunque, gli scenari della gara ne hanno risentito con le due safety car di giornata.
La prima safety si è tolta di mezzo a circa 100 minuti dal termine, con una BMW n.20 in fuga ed una Toyota n.8 che fino all'ultimo ha sperato in una neutralizzazione per evitare lo splash finale; purtroppo per lei, il ko della 499P n.51 è arrivata un minuto di troppo dopo, quando ormai la TR010 Hybrid era già stata costretta a prendere la pit-lane prima della VSC precedente alla safety car. La Toyota, così come la BMW n.20, aveva sparigliato le carte in avvio: la #8 dopo solamente 40 minuti aveva preso la via dei box "schermandosi" rispetto agli altri, mossa simile poco più tardi per la BW n.20, con un pit-stop ridotto nei tempi: così facendo, la vettura tedesca si era messa proprio sulla strategia della giapponese. Un jolly ben giocato da entrambe, che hanno approfittato della neutralizzazione per rimettersi in pari con gli altri: a fare la differenza tra loro un 15% circa di energia in più sulla BMW rispetto alla Toyota.
Emozioni fino all'ultimo
La seconda safety car invece ha lasciato la pista a soli 35 minuti dallo scadere della 6 Ore di Spa, ma non c'è stato neanche il tempo di ripartire che c'è stata la terza safety car di giornata: attacco di Riberas sulla #009 al 5° posto dell'Alpine n.35, chiusura letale di Da Costa sul Kemmel e così la Valkyrie è finita prima sull'erba e poi contro il rail. Rapide le operazioni per far ripartire la corsa, ripresa con 25 minuti ancora da affrontare: alla ripartenza è stato proprio da Costa ad offrire un ulteriore brivido, con un testacoda in cima ad Eau Rouge.
Passato l'ultimo brivido, la BMW ha potuto involarsi con la n.20 condotta al successo da Frijns, mentre dietro di lui Magnussen ricorreva a tutta la sua aggressività per difendere innanzitutto la vittoria e poi una doppietta storica. Fuoco ci ha provato, tenendo poi un occhio anche agli specchietti, con la Toyota n.7 e la Aston Martin n.007 minacciose: per il 4° posto l'ha spuntata la "Verdona", grazie ad una velocità di punta superlativa. Dietro è stata gran battaglia, con i già menzionati primi punti nella storia della Genesis.
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