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Ruggero Apriletti, Chief Engineer della Peugeot n.94: "Il mio ruolo? Coordinare"

Pubblicato il 22 aprile 2026, 12:04
La lingua ufficiale della Peugeot è, ovviamente, il francese. In squadra, come in tutte le comunità internazionali, è l'inglese che si usa per lavorare. Ma in un angolino del garage in Peugeot si parla anche italiano, con Ruggero Apriletti nel ruolo di Chief Engineer della numero 94, la vettura affidata a Loic Duval, Malthe Jakobsen e Theo Pourchaire.

Nel weekend della 6 Ore di Imola, primo round del WEC 2026, Apriletti si è fermato al tavolo con la stampa per fare e farsi conoscere dalla stampa. Era sabato pomeriggio, tra libere 3 e qualifiche: pochi minuti a disposizione dentro alla hospitality, prima di fuggire di nuovo nel frenetico mondo delle corse: c'era una qualifica da preparare.
Chief engineer: ovvero, coordinare
Ma cosa fa, di preciso, uno "chief engineer", ovvero un ingegnere capo? Lo ha spiegato lui stesso: "Il mio ruolo è principalmente quello di coordinare tutti i vari gruppi di lavoro della macchina. Al netto di meccanici e piloti, ci sono i gruppi di ingegneri per la strategia, quelli per le gomme, quelli dei sistemi, i motoristi, quelli legati alla performance: il gruppo di lavoro è piuttosto ampio. Il trucco per ottimizzare il tutto e cercare il miglior risultato è dividersi il lavoro nel modo più efficiente possibile".

Stare sul pezzo in weekend così lunghi e soprattutto in gare così lunghe può essere stancante, ma ci si riesce: la conoscenza del team fa la differenza. "La concentrazione per gare così lunghe - dice Apriletti - direi che sia una questione di abitudine, non saprei come altro rispondere. Quanto più si lavora insieme, più i meccanismi diventano snelli ed efficienti e tanto più diventa facile".
Il percorso di Ruggero Apriletti
Ruggero Apriletti è partito da ragazzo proprio da Imola, la pista più vicina alla sua Forlì: "Sono di Forlì, e diciamo che sono partito proprio da Imola. Durante gli studi lavoravo in Autodromo, studiavo Ingegneria Aerospaziale e a poco a poco mi sono avvicinato ai team, che era quello che volevo fare. Da lì non ho più smesso. Ho iniziato come gommista, lavoravo in officina, poi ho proseguito lavorando in varie squadre e sono arrivato qui in Peugeot. Le tappe fondamentali sono state all'inizio, quando ero più impegnato nelle 'formula': F.3, World Series, F.2. Dopodiché sono passato al DTM, e gran parte della mia carriera l'ho fatta là.
Quando il DTM ha cambiato regolamento, lasciando un po' la versione Prototipo ed avvicinandosi al GT, ho trovato la cosa meno interessante ed ho cambiato ruolo, divenendo direttore tecnico in un altro team impegnato in WEC, IMSA e GT World Challenge. Però la mia volontà era quella di lavorare su auto tecnicamente impegnative, quindi sono approdato qui con le Hypercar".
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