WEC, BoP nascosto: è davvero il modo giusto per evitare speculazioni? 

Alla vigilia della 6 Ore di Imola è stata resa nota la decisione di FIA e ACO di non pubblicare più le tabelle del BoP: ecco pensieri e reazioni
WEC, BoP nascosto: è davvero il modo giusto per evitare speculazioni? 
© LAT Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 21 aprile 2026, 09:53 (Aggiornato il 21 aprile 2026, 12:01)

Se ne parla, se ne parla troppo, non se ne parlerà più. La Federazione Internazionale ha deciso: niente più tabelle pubbliche del BoP. Una decisione arrivata a ridosso della 6 Ore di Imola, che non poteva non far discutere nel paddock del WEC.

Ma è davvero la via giusta per evitare speculazioni?

Il Balance of Performance, un "male necessario" affinché la griglia del Mondiale Endurance si ripopolasse di case ufficiali dopo esserne rimasta orfana, non ha mai convinto del tutto, dando adito a speculazioni e malumori. Da qui la decisione, forte e non priva di polemiche, di non rendere mai più pubbliche le tabelle del BoP: FIA e ACO hanno deciso così, e così sarà a partire da Imola, prima corsa senza riferimenti pubblici.

La motivazione ufficiale è stata quella di "evitare speculazioni ed incomprensioni, in quanto risultano difficili da spiegare alla gente le differenze ed i dettagli adottati per ciascuna vettura". Proseguendo, i vertici hanno spiegato che il Balance of Performance incide, a loro dire, solo in piccola parte sui risultati ottenuti, dunque questo "oscuramento" è stato proprio nella speranza che nei mesi il pubblico torni solo a parlare di gare, senza più speculazioni. Va detto che è però difficile immaginare tutto ciò: anzi, si può supporre che proprio la totale assenza di qualsiasi tabella possa dare modi di favorire gli argomenti a favore dei malpensanti, senza dimenticare che sarà una difficoltà in più per chi prova a seguire e raccontare.

Le reazioni dal paddock

A convincere molto poco sono state anche le tempistiche: la decisione di non pubblicare più le tabelle del BoP è arrivata dopo il Prologo e poco prima dell'inizio del weekend, favorendo le speculazioni. Ovviamente, la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori ha criticato la decisione, mentre le squadre, per regolamento, non potranno parlarne. 

C'è però anche una parte di paddock a favore della decisione: pur se con tempistiche rivedibili, questa fetta sostiene che la pubblicazione del BoP fosse una tabella che il pubblico tendeva ad interpretare in maniera troppo rigida osservando i numeri, senza tenere di conto il processo successivo che porta i team a sviluppare software e assetti adatti alle cifre che le erano state indicate.

Si voleva più chiarezza, e invece...

Solo le prossime gare ci diranno se effettivamente la scelta di FIA e ACO è stata positiva oppure se non ha fatto altro che alimentare ulteriori polemiche. Certo sarebbe stato bello se, oltre alle tabelle del BoP, fosse stato possibile avere qualche informazione in più sui valori di base delle auto e di conseguenza comprendere meglio perché e percome si era arrivati a quei numeri. Invece, si è deciso di fare un passo nella direzione opposta, non pubblicando più alcuna tabella: speriamo che il WEC non ne risenta, perché la 6 Ore di Imola ha confermato di essere di fronte ad un campionato bellissimo.

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