6 Ore Imola: chi c'è dietro Toyota e Ferrari? Grande equilibrio nel WEC

Alpine e BMW concrete, Aston aspetta piste migliori, Cadillac e Peugeot deludono mentre Genesis è dignitosa: la fotografia della 6 Ore di Imola dopo Toyota e Ferrari
6 Ore Imola: chi c'è dietro Toyota e Ferrari? Grande equilibrio nel WEC
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 21 aprile 2026, 14:05 (Aggiornato il 21 aprile 2026, 12:33)

Ci sono Toyota e Ferrari, poi tutte le altre. Ed è un pacchetto di mischia difficile da interpretare in maniera chiara, complicato da leggere nei valori in campo. Ciò che è certo, è che dalla 6 Ore di Imola è emersa prepotente la sensazione che il WEC 2026 si sia aperto con uno schieramento molto compatto alle spalle del duo di testa, facendo presagire una stagione con una grande battaglia ad ogni strato della griglia.

Grande equilibrio, sia in qualifica che in gara

Sin dalle libere sono emersi distacchi contenuti, con quasi tutta la pattuglia delle Hypercar racchiusa in circa 1". E' stato così nel momento più esaustivo del sabato, la qualifica, quando nella sessione con tutte le 17 Hypercar in pista (la qualifica prima della hyperpole, per intenderci) addirittura 15 vetture si sono ritrovate racchiuse in meno di 1", 0"907 per la precisione. E pure la 16^, la prima delle debuttanti Genesis, ha chiuso a malapena 1"170, a soli due decimi e mezzo dalla vetture davanti. Più staccata l'ultima Genesis, ma pare per un giro poco pulito.

Pure la corsa ha consegnato un pacchetto di mischia compatto a livello di tempi sul giro. In una gara comunque segnata da qualche neutralizzazione, strategie ribaltate e la difficoltà nei sorpassi, si è vista una gara in cui sei costruttori su otto sono riusciti a prendere punti. Ottimo anche il livello di preparazione: tutte le Hypercar hanno visto il traguardo.

Alpine e BMW poco appariscenti ma concrete, Aston Martin aspetta altre piste

La prima delle altre è stata l'Alpine, poco appariscente ma alla fine concreta, un po' come la BMW: 4° posto per la prima delle francesi (la n.35), 5° posto per la prima delle tedesche (la n.20). Per nessuna delle due il podio è mai parso davvero possibile, anzi è un miracolo essersi tenuti dietro la seconda Ferrari ufficiale, la n.50: nel finale Fuoco ne aveva indubbiamente di più, ma le caratteristiche della pista hanno aiutato Alpine e BMW a salvare il piazzamento. L'Alpine, per bocca di Milesi, ha faticato nel passaggio sui cordoli e non è stata perfetta nelle fasi di pit-stop, ma sarebbe stato comunque impossibile fare meglio della quarta piazza.

Difficoltà sui cordoli anche per la Aston Martin, che ha vissuto un fine settimana non semplice su una pista che Tincknell ha definito "terribile" per la Valkyrie: anche se ci si aspettava qualcosa di più da parte della "verdona", l'inglese ha confermato che si tratta di tutto un altro mondo rispetto a 12 mesi fa, sottolineando gli enormi progressi della LMH britannica e dimostrandosi fiducioso in vista di piste più congeniali alla sua vettura.

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