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6 Ore Imola, sabato, diario di bordo: tutti pazzi per Giovinazzi!

Pubblicato il 18 aprile 2026, 18:55
Dovrebbe essere facile, spiegare che in una corsa di sei ore può succedere di tutto e allora il risultato della qualifica trova il tempo che trova. E invece no, perché Imola è come un corridoio stretto, in cui gli spigoli possono far male e nel quale è difficile districarsi, tra avversari di pari classe e doppiati. E allora, ecco che la qualifica che mette in palio la pole position alla 6 Ore di Imola viene vissuta trattenendo il respiro, come solo una qualifica giocata sul filo dei millesimi sa fare.
E nel finale arriva Antonio Giovinazzi, in una sala stampa che non può fare altro che applaudire. Sugli spalti, invece, non è ancora tempo di festa, ma di sorrisi sì: il pubblico che ieri affollava il paddock, oggi è più distribuito sulle tribune, perché passano le ore e meno manca al semaforo verde di questa prima gara che era molto attesa ieri, figurarsi oggi con una Ferrari in pole position.
Verso la gara con l'incognita meteo
Dalle casette della zona sbuca un santino di Giovinazzi, l'uomo messo a bordo della Ferrari numero 51 per piazzare la 499P in pole position. "Tutti pazzi per Giovinazzi" è uno slogan che funziona, che fa simpatia, da sventolare oggi che Giovi mette questa Ferrari in pole, un piazzamento non scontato al di là dei buoni riferimenti del fine settimana: perché la Toyota in qualifica gioca, mette la media per la prima sessione per poi sferrare l'attacco in hyperpole, e per poco non ci riesce dato che a Giovi servono 11 millesimi in meno per garantirsi la partenza al palo. Una qualifica così, con quattro macchine racchiuse in poco più di 7 centesimi, spiega perché domani è tutto da scoprire: la Toyota, pur nascondendosi, è forte sin dal Prologo e Giovi lo dice in conferenza stampa, come ad ammonire chiunque pensi che sia già fatta. E poi occhio al meteo, che domani promette di essere meno benevolo rispetto a venerdì e sabato: non è detto che piova, ma non è nemmeno così scontato che sia asciutto per tutti i 360 minuti di gara.
Ferrari, Ickx, Peugeot 908: WEC tra passato, presente e futuro
Già, il pubblico. Il rosso è acceso, oggi che le bandiere rosse, insieme a magliette e cappellini, sono in aumento. Aumenteranno ancora domani, per un Autodromo che sin dal mattino si attende il pubblico delle grandi occasioni. L'Endurance, in Italia, ha attecchito alla grande, grazie anche a questa Ferrari che c'è oggi davanti a tutti, e c'era ieri quando un allora giovane Jacky Ickx solcava piste diverse e ben più pericolose. Oggi Jacky passeggia nel paddock, come uomo immagine della Genesis, ma è uno che va oltre le generazioni: non può fare un passo che viene fermato per una foto od un autografo, da gente di tutte le età. Ed a proposito di amarcord, bello apprezzare a fine giornata, dopo la qualifica, qualche sgasata di quella Peugeot che oggi con la 9X8 sogna la pole e si ferma a 73 millesimi, ma che ieri aveva saputo prendersi la scena: la 908 crea emozione anche oggi, nei 40 minuti in cui va in pista nella categoria delle auto storiche. Rumore di un tempo: bello, forte, diverso.
Quella macchina non l'hanno vista quei giovani che oggi invece ci sono, sempre più disposti ad apprezzare una categoria che offre gare lunghe, lunghissime, in controtendenza con il mordi e fuggi di oggi, con i reel che durano 30" sui social ed un livello di attenzione tendente al ribasso. L'attenzione, se non c'è, va creata: e allora auguriamoci che questo fine settimana si concluda con una gara degna, con una domenica capace di regalare sorpassi ed emozioni distribuiti in sei ore. L'appuntamento è domani, sulle rive del Santerno.
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