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Hamilton-Colapinto, Juncadella attacca la FIA sulle sanzioni

Pubblicato il 7 maggio 2026, 15:20
Il dito medio e una Formula 1 sempre più “perfetta”
A far discutere, però, non è stato soltanto il contatto con Colapinto o la gara difficile di Hamilton. Sotto i riflettori è finita soprattutto la reazione del pilota Ferrari subito dopo l’incidente con la Alpine numero 43. Preso dalla rabbia e dall’adrenalina del momento, Hamilton ha rivolto il dito medio al pilota argentino.
Un’immagine che mal si sposa con la figura pubblica di Sir Lewis Hamilton e, soprattutto, con la Formula 1 moderna, sempre più controllata, ripulita e politicamente corretta. Eppure episodi del genere continuano a emergere proprio perché la tensione in pista resta reale. Lo stesso era accaduto a Charles Leclerc durante uno scontro con Kimi Antonelli, quando il monegasco aveva definito il giovane italiano “terribile nei duelli ruota a ruota”, salvo poi scusarsi poco dopo. La Formula 1 continua a vivere anche di questi eccessi emotivi: parole forti, gesti impulsivi e scuse successive. i.
Juncadella accusa la FIA: “Due pesi e due misure”
Il gesto di Hamilton ha però riaperto anche un’altra discussione, ben più delicata: quella legata alla coerenza della FIA nelle proprie decisioni disciplinari. A sollevare il tema è stato Dani Juncadella, attuale pilota WEC del team Genesis Magma Racing. Lo spagnolo ha ricordato quanto accaduto durante la 8 Ore del Bahrain 2025 del World Endurance Championship, quando mostrò il dito medio al rivale Augusto Farfus. In quell’occasione, Juncadella venne sanzionato con una multa da 5.000 euro.
Tensión en Miami: Hamilton y su peineta a Colapinto tras el toque de la primera vuelta
— SoyMotor.com (@SoyMotor) May 4, 2026
El argentino forzó al de Ferrari fuera de la pista en la curva 11 y dañó parte de su monoplaza
En la siguiente recta, Lewis no dudó en dejarle un 'regalito' al de Alpine mientras le… pic.twitter.com/faCFt7YZNO

Da qui l’accusa diretta alla federazione: Hamilton non avrebbe ricevuto alcuna penalità economica, mentre lui sì per un episodio analogo. Una polemica che rischia di trascinarsi ancora a lungo e che riporta al centro il tema della uniformità di giudizio da parte della FIA.
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