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Hamilton-Colapinto, Juncadella attacca la FIA sulle sanzioni

Pubblicato il 7 maggio 2026, 15:20
A Miami, Lewis Hamilton ha vissuto una delle domeniche più complicate della sua stagione, eppure è riuscito comunque a lasciare il segno. Il risultato finale - settimo al traguardo e poi sesto dopo le penalità post gara inflitte al compagno di squadra - racconta solo in parte quanto accaduto in pista. Perché il britannico ha dovuto convivere per quasi tutta la corsa con una monoposto danneggiata, privata di parte dell’efficienza aerodinamica necessaria per poter attaccare e gestire il passo gara.
Nonostante le difficoltà, Hamilton ha mostrato ancora una volta quella capacità di lettura della gara e di gestione del limite che lo ha portato a conquistare sette titoli mondiali. In un weekend dove la Ferrari non sembrava avere il ritmo per lottare con i migliori, il numero 44 è riuscito quantomeno a limitare i danni, trasformando una gara compromessa in un piazzamento comunque prezioso per il campionato.
Il contatto con Colapinto e la gara in salita
I problemi di Hamilton sono iniziati già nelle prime fasi del gran premio. Dopo il testacoda del quattro volte campione del mondo Max Verstappen, il pilota Ferrari si è trovato costretto a evitare la monoposto dell’olandese, perdendo diverse posizioni nel traffico. In quella fase, è finito alle spalle della Alpine di Franco Colapinto, con cui è poi arrivato il contatto che ha compromesso definitivamente la sua corsa.
I danni riportati dalla SF-26 hanno avuto conseguenze pesanti soprattutto dal punto di vista del carico aerodinamico, togliendo competitività alla vettura in un circuito dove la fiducia nelle curve veloci è fondamentale. Hamilton, nel post gara, non ha nascosto tutta la propria amarezza: “Sono stato subito sfortunato con Max che si è girato davanti a me al via. In quel frangente ho perso davvero tante posizioni. E poi i danni subiti nel contatto con Colapinto mi sono costati tanto a livello di carico aerodinamico. A quel punto non c'era più niente da fare”.
La fiducia nella SF-26 resta intatta
Nonostante un fine settimana difficile, Hamilton ha comunque trovato elementi positivi nell’analisi complessiva della Ferrari. Il britannico, infatti, continua a ritenere la SF-26 una vettura estremamente valida sotto il profilo del telaio e dell’aerodinamica. Secondo il sette volte campione del mondo, il vero limite della monoposto resta la power unit, attualmente inferiore rispetto ai principali rivali. Ed è proprio qui che entrerebbe in gioco l’ADUO, considerato all’interno dell’ambiente Ferrari uno degli elementi che potrebbe contribuire a colmare il gap prestazionale nei prossimi sviluppi stagionali.
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