L'analisi delle qualifiche di Monza

L'analisi delle qualifiche di Monza

Pubblicato il 10 settembre 2011, 19:30

Due sono le cose da tenere d’occhio in vista di questo Gp d'Italia. La prima è che, nel tempio della velocità, l’uomo in pole position è addirittura il più lento al rilevamento piazzato alla staccata della Prima Variante. Sebastian Vettel transita a 327,7 km/h, oltre 4 di differenza rispetto al penultimo (Kovalainen), mentre il miglior valore registrato è addrittura 349,2 (Perez).
Le Ferrari non sono male (342,3 Massa, 342,2 Alonso) ma evidentemente non era questo, stavolta, il parametro più interessante per fare il tempo. «Nelle libere del venerdì - dice Fernando - mancavamo di velocità di punta e abbiamo rivoluzionato la macchina». Probabilmente togliendo altro carico.

La seconda cosa da notare riguarda le gomme. Non solo la Fia ha stabilito che - almeno per questa gara - le “raccomandazioni” Pirelli sugli angoli di camber debbano diventare legge, pena l’esclusione per chi usa valori troppo alti. C’è anche il fatto che, per limitare il surriscaldamento della gomma, su questa pista si usano battistrada leggermente meno spessi per le “soft”. Questo, però, diminuisce la durata del pneumatico.
E se fosse Rosberg, che si è qualificato con le mescole più dure, ad avere capito tutto? Nico ha due set nuovi di gomme fresche a mescola morbida, che potrà usare dalla prima sosta in avanti. Ma Felipe Massa è scettico: «Su questa pista il degrado fa poca differenza. Mi aspetto una, massimo due soste». Vedremo chi ha ragione.


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