GP Catalogna, l'anteprima: e se la Mercedes fosse ancora più forte?

In Spagna attesi tanti pezzi nuovi sulle vetture, in una gara che Pirelli affronta non con le mescole più dure; Mercedes con il caldo potrebbe essere ancora più forte?
GP Catalogna, l'anteprima: e se la Mercedes fosse ancora più forte?
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 10 giugno 2026, 09:16 (Aggiornato il 10 giugno 2026, 07:41)

Fa un certo effetto non chiamarlo più "GP Spagna". Perché la dicitura, oggi, spetta al neo arrivato circuito di Madrid, il Madring, che si è appropriato della titolazione ufficiale. Così, il Montmelò ripiega sul nome della regione: sarà il "Gran Premio di Barcellona-Catalogna", a suo modo una prima volta dopo 35 edizioni.

Ritorno sulla pista del debutto delle F1 2026

La tappa di Barcellona cambia nella forma, ma non nella sostanza. Perché nella sostanza resta, se non il GP più spettacolare dell'anno, senza dubbio uno dei più rappresentativi: è vecchio, ma sempre attuale, il detto che chi va forte a Barcellona può andar forte tutto l'anno. Tant'è che le percentuali sono altissime: chi vince al Montmelò, ha sempre ottime chance di ritrovarsi iridato a fine anno, almeno per quanto riguarda il Costruttori. Perché sì, Barcellona non strizza l'occhio ai sorpassi, ma la sua rappresentatività tecnica non si discute. Ed a proposito di ciò, attenzione ai contenuti: perché in Catalogna potrebbero arrivare pezzi nuovi su tante vetture, mossa che avrebbe pienamente senso considerando quanto sia indicativa la pista catalana. Tra l'altro, le F1 2026 torneranno sulla pista che le ha viste debuttare a fine gennaio, per un confronto diretto a distanza di oltre quattro mesi. Rispetto a Monaco, a Barcellona gli occhi torneranno ad essere puntati sulle esigenze di ricarica: il lunghissimo rettilineo di partenza imporrà una gestione oculata della batteria, fermo restando che un po' di clipping sarà inevitabile.

Quante soste ai box?

Per il resto Barcellona resta la stessa, una galleria del vento a cielo aperto: serve carico nei curvoni, serve stabilità, ci sono curve lente che richiedono trazione ed i motori vengono messi alla prova. Pista completa, insomma, anche nelle richieste sulle gomme: i carichi verticali sono da sempre elevati, ma Pirelli ha voluto azzardare senza ricorrere alle mescole più dure in assoluto: la casa milanese al Montmelò porterà le mescole C2, C3 e C4, una scelta che potrebbe avere un impatto significativo a livello strategico. Sappiamo che il degrado è prevalentemente termico e, così come per l’usura, l’asse anteriore è quello limitante.

La rugosità dell’asfalto è elevata, per via dell’età avanzata del manto della pista; considerando poi le presumibili alte temperature e le mescole scelte, ecco che potrebbe essere una gara in cui la gestione delle gomme sarà decisiva, con più di una sosta in gara. A tal proposito, uno sguardo sarà da dare anche ai cerchi ruota, con il loro impatto diretto sullo scambio di calore tra asfalto, pneumatici e impianto frenante: potrebbe essere questa un'area di sviluppo, come anticipa Pirelli.

Mercedes ancora più forte con il caldo?

Parlare dei valori in campo è difficile, proprio perché non si sa quali e quanti sviluppi le squadre porteranno. Di sicuro, sarebbe un azzardo non mettere la Mercedes nel ruolo di chiara favorita: e attenzione, perchè con le alte temperature la W17 potrebbe trovare terreno ancora più fertile. È il sospetto che la stessa Mercedes ha da Montréal, cioè da quando ha debuttato un pacchetto evolutivo che lì per lì ha dato meno vantaggi di quanto a Brackley si aspettassero. Tuttavia, gli stessi tecnici sono convinti che si tratti di un pacchetto che con il caldo darà ancora più vantaggi: la W17 ha trovato più carico ed ha un'ottima gestione del surriscaldamento, che soprattutto in una gara calda potrebbe rivelarsi un'arma affilatissima contro la concorrenza. Insomma, sulla carta resta da indicare non la favorita, ma la prima antagonista. 

McLaren vuole riprendersi dopo una brutta Monte Carlo, la Red Bull sembra in crescita continua e la Ferrari, seppur soffrirà sul dritto, ha comunque una buona base di macchina, soprattutto a livello di carico. Certo, sarebbe drammatico per la Rossa dover sacrificare tanta deportanza per mitigare la perdita sul dritto, perché vorrebbe dire mettersi nelle condizioni peggiori a Barcellona, dove di spinta verticale ne serve tantissima, sia per la tenuta in curva che per la gestione delle gomme. Vedremo: ciò che è certo è che la Rossa sarà una delle grandi attese per il suo pacchetto evolutivo, perché è un passaggio delicato della sua stagione.

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