A Monaco altra batosta per Norris, il campione del mondo ora spera di imitare Verstappen

Anche nel Principato la power unit McLaren ha ceduto portando al ritiro l'inglese, che spinge affinché il team renda la MCL40 più costante e completa
A Monaco altra batosta per Norris, il campione del mondo ora spera di imitare Verstappen
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Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 9 giugno 2026, 11:54

È facile immaginare che per il suo anno da campione in carica Lando Norris si potesse aspettare di tutto tranne che quanto vissuto finora. Impossibile dargli torto avendo avuto a disposizione la miglior macchina del lotto nel 2025 come nel campionato precedente. Certamente il rilevante cambio di regolamento poteva far presagire ad un rimescolamento delle carte, ma non un passo indietro tanto brutale da parte della McLaren. 

Sebbene attualmente si trovi in un comunque dignitoso terzo posto costruttori, la scuderia di Woking sta viaggiando con un deficit di punti pesante dalla leader della classifica essendo ferma 118 lunghezze contro le 244 della Mercedes.

La maggior capacità di Stoccarda e della Ferrari di interpretare la normativa 2026 ha finora giocato un ruolo cruciale,  ma anche la scarsa affidabilità della power unit ha pesato e non poco. Si pensi solo al weekend della Cina in cui il motore ko ha privato l’inglese e pure lo stesso Piastri della chance di prendere parte al GP. In doccia anzitempo in Canada per il surriscaldamento di una componente della PU, anche domenica scorsa a Montecarlo il pilota di Bristol ha subito l’onta del ritiro per noie all’unità motrice, poco reattiva già da inizio corsa.

Le ansie del campione traballante Norris e la speranza di imitare Verstappen

Davanti ad un simile crollo prestazionale difficile restare lucidi, motivati e ottimisti. Per riuscirci il 26enne ha provato a riavvolgere il nastro di qualche mese ricordando come un Max Verstappen, a lungo in affanno, fu invece in grado di chiudere il Mondiale passato con grande slancio tanto da terminare secondo e addirittura essere in lotta con lui fino alla fine per il titolo perdendolo per soli due punti.

“Non vorrei mai escludere la possibilità di battagliare per l’iride, specialmente in una fase così anticipata della stagione, tuttavia, quando perdi sei decimi in qualifica a Monaco è dura trovare degli aspetti positivi”,  le parole disarmate al sito Crashnet.

E il pensiero di essere stato in grado di infastidire Antonelli in quel di Miami, anziché confortarlo lo ha lasciato ancora di più sgomento, in quanto da una corsa all’altra la performance della MCL40 e le sue carenze non hanno mostrato la minima coerenza.

“È la prova che la vettura si comporta diversamente a seconda dei vari scenari, dunque il team dovrà capire come svilupparla per renderla completa come la Mercedes”, ha chiosato esortando i suoi a rimboccarsi le maniche e a trovare una soluzione nel breve periodo, prima che sia troppo tardi.

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