Temi caldi
Antonelli, al GP Miami è lui l'arma Mercedes

Pubblicato il 4 maggio 2026, 08:48 (Aggiornato il 4 maggio 2026, 07:36)
Gli dici che le prime tre pole in carriera, consecutivamente, le hanno fatte solo Senna e Schumacher, e sorridendo risponde: "Tanta roba!". Il giorno dopo, invece, gli viene fatto notare che le prime tre vittorie in carriera, colte consecutivamente, abbinate alle prime tre pole della carriera, consecutive pure quelle, non le aveva mai fatte nessuno, e allora risponde: "Siamo solo all'inizio". Lo fa con la calma dei grandi, Andrea Kimi Antonelli, mentre ancora si gode il successo al GP Miami.
Un unico colpo speso benissimo
Pesa le parole, sceglie i tempi per sorridere e farsi serio: sa quando è il momento di avere un po' di leggerezza, sa quando è il caso di tenere i piedi per terra. Ai microfoni, ma soprattutto in pista: sabato, nella sprint, per un eccesso di nervosismo era finito per pasticciare, regalando punti a Russell, e non se l'è perdonato ("devo migliorare", ha detto); domenica invece ha dimostrato di aver imparato la lezione, evitando guai al via, restando calmo dietro Leclerc prima e Norris poi, e individuando il momento esatto per azzannare l'avversario.
È stato dopo la sosta di Lando, un giro dopo la sua: aveva le gomme calde contro quelle fredde dell'inglese. Un solo colpo: preciso, diretto, senza scampo. Poi, si è trattato di tenere dietro una McLaren già capace di vincere la sprint, spezzando il dominio Mercedes: un dominio che, se è proseguito anche in Florida, è stato soprattutto per merito suo. Di Andrea Kimi Antonelli, il ragazzo di Bologna che ha reso omaggio all'altro eterno giovane di Bologna, quell'Alessandro Zanardi volato in cielo decisamente troppo presto.
Russell si fa cupo
In un fine settimana così, è stato bello omaggiarlo. Con una pole e con una vittoria, e soprattutto con una leadership rafforzata: perché la Mercedes ora sa che questo mondiale non sarà una passeggiata, non sarà un assolo senza intoppi, e che il suo argento non è destinato a brillare se non si risponderà presto ai fuochi di McLaren, Red Bull e Ferrari, tutte giunte come avvoltoi sulle due W17.
Questa macchina, la macchina di un riscatto che Toto Wolff attende da quattro anni, a Miami è stata vincente perché l'ha guidata Antonelli: nelle mani di Russell è stata una macchina da seconda, forse terza fila. Irriconoscibile George, mai a suo agio con la monoposto (tanti cambiamenti nelle libere, scarsa fiducia alla guida, poco grip in gara) e forse alle prese con certi pensieri: il ragazzo di Bologna, il ragazzo che l'anno scorso aiutava con i compiti di matematica, quest'anno lo sta mettendo dietro.
Siamo a tre vittorie su quattro, siamo a +20 in classifica: un niente in un mondiale infinito, ma tanto sul morale di questo momento. La sconfitta, l'ennesima, fa male come i quattro decimi pagati in qualifica: Andrea Kimi dovrà confermare di avere la stoffa per tenere alto il rendimento per tutta la stagione (l'anno scorso l'estate fu durissima), ma intanto sta dimostrando di avere la velocità per mettere all'angolo il ben più esperto compagno di squadra.
Antonelli un'arma per Mercedes
Vincere a Miami non era facile, per la Mercedes. Non era facile e soprattutto non era scontato, alla luce degli sviluppi (molto efficaci) che la concorrenza aveva portato. Il mondiale è lunghissimo e le classifiche troppo corte per allentare un attimo la tensione: ora tocca a Brackley il contrattacco sugli aggiornamenti, con le novità attese per Montréal sulla W17.
Non sarà facile, perché questa sarà una stagione incessante a livello di ritmo in fabbrica: tra sviluppi aerodinamici e legati al motore (tutti in attesa di scoprire che ne sarà della prima finestra dell'ADUO), la minaccia alla Mercedes è concreta. Con un Antonelli così, però, fa un po' meno paura. Piedi per terra, ma sguardo dritto nelle pupille degli avversari.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading



